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LA BIBBIA

Dal libro dell’Esodo

(cap.23, vers.1-9)

23:1 Non spargerai false dicerie;

non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un’ingiustizia.

23:2 Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo

per deviare verso la maggioranza, per falsare la giustizia.

23:3 Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo.

23:4 Quando incontrerai il bue del tuo nemico o il suo asino dispersi,

glieli dovrai ricondurre.

23:5 Quando vedrai l’asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico,

non abbandonarlo a se stesso: mettiti con lui ad aiutarlo.

23:6 Non farai deviare il giudizio del povero,

che si rivolge a te nel suo processo.

23:7 Ti terrai lontano da parola menzognera.

Non far morire l’innocente e il giusto, perché io non assolvo il colpevole.

23:8 Non accetterai doni, perché il dono acceca chi ha gli

occhi aperti e perverte anche le parole dei giusti.

23:9 Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la vita del forestiero,

perché siete stati forestieri nel paese d’Egitto.

Dal libro dell’Esodo

(cap.23, vers.2o-22)

20 Ecco, io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via,

e per introdurti nel luogo che ho preparato.

21 Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce;

non ti ribellare a lui, perch’egli non perdonerà le vostre trasgressioni;

poiché il mio nome è in lui.

22 Ma se ubbidisci fedelmente alla sua voce e fai tutto quello che ti dirò,

io sarò il nemico de’ tuoi nemici, l’avversario de’ tuoi avversari.

“La pace –ribadisce il Papa -

non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare

l’equilibrio delle forze contrastanti”.

“La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità”.

“E’ anzitutto dono di Dio” ma “anche opera da costruire.

Per essere veramente operatori di pace,

dobbiamo educarci alla compassione,

alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità,

essere attivi all’interno della comunità e vigili nel destare le coscienze

sulle questioni nazionali ed internazionali e sull’importanza

di ricercare adeguate modalità di redistribuzione della ricchezza,

di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e

di risoluzione dei conflitti”.

Ricercare la giustizia e la pace,

coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero,

anche quando ciò può comportare sacrificio

e andare controcorrente”.

         ( Benedetto XVI )

 

La felicità e la pace del cuore, nascono dalla coscienza di fare ciò

che riteniamo giusto e doveroso,

non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.

(M.K.Gandhi)




                                                      



BUON NATALE A TUTTI

 

Non somministrare prontamente la giustizia rafforza la violenza.

Bisognerebbe proclamare la coscienza dell’uomo “patrimonio dell’umanità”

così come si fa per i vari siti archeologici sparsi in tutto il mondo.

La coscienza è come un sito archeologico,

dobbiamo scavare molto per scoprire i tesori che nasconde.

Essa infatti è stata sommersa dalle eruzioni vulcaniche delle passioni

e delle ideologie alle quali l’uomo si è dovuto necessariamente

adeguare, facendo finta di non riconoscere il male.


Ognuno ha il sacrosanto dovere di prendere una posizione

di “resistenza di fronte al male” che vede.

Il bene non è un doppio peso, ma è un assoluto.

Quindi se io giustifico il male,

che è ciò che è inaccettabile per la mia coscienza,

io permetto al male di prendere varie forme.

Il male lo si combatte iniziando ad estirparlo da sé stessi

ed in coloro che ci circondano.

Il male più grande nasce da tanti piccoli mali che abbiamo

tralasciato di vedere, per “amor di pace”.

E quando Cristo verrà a visitarci per prendere possesso del

nostro cuore, non butterà tutto all’aria, non si arrabbierà

forse perché non abbiamo difeso il debole, l’orfano e la

vedova così come ci raccomanda la Bibbia?

E’ inaudito che di fronte ai fatti gravi che  sono accaduti,

e accadono, non vi siano state delle persone che non abbiano

manifestato sconcerto, né abbiano preso una seria posizione.

Nulla di nulla.

Solo tanti irritanti richiami ad aver pazienza

mentre viene nutrita l’ingiustizia,

che serve a dover giustificare le proprie mancanze.

AFORISMI

 

Francesco Burdin 

Si consiglia di evitare l’ostentazione dell’onestà:

è un comportamento altamente offensivo nei riguardi della maggioranza. 

Charles-Louis de Montesquieu

Nessuno è malvagio gratuitamente. Bisogna che vi sia spinto da una ragione,

e questa ragione è sempre una ragione d’interesse. 

Nietzsche

La malvagità della forza fa del male all’altro senza pensarci,

– essa si deve sfogare;

la malvagità della debolezza vuole far male e vedere i segni della sofferenza

Virtù pericolose. –

“Egli non dimentica nulla, ma perdona tutto”.

Allora è doppiamente odiato, perché fa sentire doppiamente vergogna

con la sua memoria e con la sua magnanimità .

Rendere immortali.

 Chi vuol uccidere il suo avversario, consideri bene se proprio

così non lo renda eterno dentro di sé .

Dominus Vobiscum

Spesso gli uomini che sono schiavi dei loro desideri sono chiamati comandanti.

Tuttavia noi in che modo possiamo chiamare comandante quello che

non può comandare il suo animo e il suo corpo?

Trattenga per primo i desideri, disprezzi le volontà, trattenga l’ira,

costringa l’avarizia, cacci gli altri danni dell’animo.

Allora inizi a comandare agli altri, quando lui stesso cesserà

di obbedire agli assai malvagi signori, al disprezzo e alla turpitudine.

Finchè infatti obbedirà a quelli

non lo chiameremo comandante e neanche uomo!

[Cicerone]

Secondo alcuni, il male è uno strumento per promuovere l’evoluzione umana.

Se il dolore è un viatico dell’esistenza, un mezzo per l’introspezione,

la conoscenza, persino il miglioramento di sé, la sua sovrabbondanza a

nulla conduce, se non alla pazzia.

Est modus in rebus: esiste una misura per tutte le cose.

Eppure taluni non esitano a vedere il male ipertrofico ed assurdo

come una sfida: vediamo per quanto resisti alle sevizie.

Vediamo come va a finire: somma incongruenza per chi dovrebbe

conoscere, se non il fine, almeno la fine.

Avremo l’umiltà di ammettere che il male eccessivo

non trova né giustificazione né motivazione?


CATTIVERIA

Indubbiamente cattivo è colui che,

abusando del proprio ruolo di potere e prestigio,

commette ingiustizie e violenza a danno dei suoi simili;

infinitamente più cattivo è colui che,

pur sapendo dell’ingiustizia subita da un suo simile,

tacendo, acconsente a che l’ingiustizia venga commessa.”

(Einstein, in A. Einstein/S. Freud – Perché la guerra)

Chi non impedisce un’ ingiustizia, ne è complice…”  Seneca

Morti sul lavoro: L’Ue mette l’Italia sotto accusa dopo la denuncia di un cittadino

Marco Bazzoni, metalmeccanico, ha scritto dieci pagine per raccontare le inadempienze italiane

Marco Bazzoni, 36 anni, metalmeccanico fiorentino
Marco Bazzoni, 36 anni, metalmeccanico fiorentino

MILANO- La denuncia l’ha fatta un cittadino qualunque. E la Commissione europea l’ha accolta, mettendo sotto accusa l’Italia per non aver rispettato le disposizioni in materia di sicurezza. Il cittadino “qualunque” è un metalmeccanico, Marco Bazzoni, 36 anni di Firenze, che da anni si batte contro le “morti bianche”. Una lotta che, a partire dalla definizione («Coscienze sporche, non c’è nulla di bianco in queste tragedie»), conduce con una martellante campagna di mail, lettere telefonate alle redazioni dei giornali in cui segnala e comunica i casi di infortuni sul lavoro. Quelli che finiscono in prima pagina e quelli che restano dimenticati. Bazzoni, operaio in una fabbrica fiorentina che produce frantoi e presse per il settore enologico, è Responsabile dei lavoratori per la sicurezza (Rls) dal 2003. Si è così formato una precisa competenza in materia di salute, leggi, doveri e responsabilità dei datori di lavoro rispetto a protezioni e prevenzione nei luoghi di lavoro. È quella sua competenza che lo tiene all’erta e informato. E testardamente impegnato a informare (tiene una rubrica su Artcolo 21) perché l’attenzione non si fermi ai titoli a effetto.

LE INADEMPIENZE – La denuncia, dieci pagine di documenti, era partita nel 2009 e lo scorso 30 settembre la Commissione ha inviato la lettera di costituzione in mora alla Repubblica Italiana che in pratica obbliga il nostro Paese a mettersi in regola. Bazzoni dimostrava incongruenze e inadempienze della legge 106/9 (il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) rispetto alle normative europee (la Direttiva 89/391). La Repubblica italiana dovrà anche tenere puntualmente informato il promotore della denuncia, cioè l’operaio fiorentino. Le voci d’accusa sono diverse, e sono scritte nella lettera con cui la Commissione ha comunicato a Marco Bazzoni di aver accolto la sua denuncia. Non rispettano le norme europee le regole italiane per la valutazione dei rischi per le aziende che occupano meno di 10 dipendenti, così come le norme che si riferiscono alla responsabilità dei datori di lavoro che operano in delega. Irregolari sono le proroghe a cooperative e organizzazioni di volontariato e della protezione civile. Fuori regola le disposizioni per la prevenzione degli incendi dei piccoli alberghi e inadempiente la lentezza con cui si sta arrivando alle valutazioni dei rischi dovuti a stress.

L’UTOPIA DEL SINGOLO – Tutti punti su cui sindacati e associazioni di lavoratori dovranno far leva per pretendere che l’Italia faccia presto a mettersi in regola. Fin qui, fino all’obbligo perché si accelerino le leggi sulla sicurezza, Bazzoni c’è arrivato da solo. «Far aprire una procedura d’infrazione contro uno stato è difficilissimo, in genere sono associazioni che fanno questo genere di denunce, per un singolo cittadino è un’utopia», dice l’operaio fiorentino. «Nonostante abbia chiesto aiuto a partiti e sindacati, non c’è stato nessuno che mi abbia aiutato a redigerla. Potevano supportarla. Ma non hanno fatto neppure quello».

Redazione online
16 ottobre 2011(ultima modifica: 17 ottobre 2011 12:21)© RIPRODUZIONE RISERVATA

20 ottobre 2011

Mobbing: audizione in Ufficio di Presidenza 11a Commissione

Giovedì 20 ottobre l’Ufficio di Presidenza della Commissione Lavoro ha svolto l’audizione dei rappresentanti dell’Inail sul ddl n. 62 e connessi in materia di mobbing.

 Ecco come si costruisce il potere

Una persona ghettizzata, umiliata, vilipesa, nell’ambiente lavorativo,

viene spinta con prepotenza sull’orlo della “guerra civile”.

Una persona emarginata, chiusa nel proprio ambito e dimenticata

come professionista, viene avvelenata ogni giorno

con dosi sempre più massicce di odio,

al punto da spingerla a odiare a sua volta il prossimo suo.

Una persona, assediata costantemente da una maggioranza

di “colore ” (ideologico), che gioca allo sfascio della sua personalità,

è costretta ad attraversare un fuoco incessante,

che strazia le sue carni già piagate dalle prove della vita.

Con la complicità dei signori dell’oligarchia,

lo spettacolo più feroce e preoccupante,

viene dato dalle tante cospirazioni finalizzate all’annientamento totale,

se non alla “morte stessa”, della vittima designata.

Tra i più accaniti nemici figurano sempre le donne.

Acide, furenti, invidiose dell’altrui capacità, secernono veleni;

considerano l’intolleranza una virtù e gareggiano

nel loro impegno alla lotta.

I toni accesi, da guerra civile, con tanto di omicidio mediatico,

sono la pretesa a voler ristabilire il clima di pace e di benessere,

impossibile a realizzare (dicono loro) …. per causa di…..

E mentre si tende a nascondere la guerra,celata dalla falsa armonia,

sostenuta a tutti gli effetti dal favoritismo e dal clientelismo,

per i quali molti dei mali dell’Italia sono ascrivibili

a questo vizio di origine che ha sedimentato remissione e controllo sociale,

il clima di odio silenzioso sommerge l’intero staff lavorativo;

tutto si fa più cruento e gridato, dal ripensamento della

storia passata, al rapporto tra religione e laicità,

fino alla discriminazione e il vilipendio per chi non la pensa come loro.

Queste sono le barbarie dei nostri giorni, che mietono

vittime senza cause motivate.

Fermate questa guerra incivile, organizzata da un gruppo di “brava gente”,

che con la bava alla bocca cerca l’autoaffermazione

nascondendosi nel potere,

che, diventa “abuso”,

quando viene usato per il proprio piacere.

STORIA DI CINZIA

Storia di Cinzia, storia di umiliazioni e violenze, fisiche e psicologiche, sul lavoro

Quando il mobbing va oltre al disagio lavorativo

Storia di Cinzia, storia di umiliazioni e violenze, fisiche e psicologiche, sul lavoro
Quando il mobbing va oltre al disagio lavorativo

 


Cara Cinzia,
ci permetteremo di pubblicare la sua lettera (senza cognome e senza riferimenti diretti che la possano rendere identificabile)
perchè riteniamo che di questo tema non se ne parli abbastanza e che ci siano in corso delle vere e proprie violenze negli ambienti di lavoro che non emergono.
La ringraziamo per averci scritto e, prassi non consueta per un giornale, le inviamo un abbraccio che vuole essere idealmente di sostegno perchè la sua lettera ha commosso tutta la redazione.
Auguri, veramente di cuore, per la sua storia.
la redazione tutta.
Grazie per aver avuto rispetto e sensibilità al mio dolore.

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