Spesso gli uomini che sono schiavi dei loro desideri sono chiamati comandanti.
Tuttavia noi in che modo possiamo chiamare comandante quello che
non può comandare il suo animo e il suo corpo?
Trattenga per primo i desideri, disprezzi le volontà, trattenga l’ira,
costringa l’avarizia, cacci gli altri danni dell’animo.
Allora inizi a comandare agli altri, quando lui stesso cesserà
di obbedire agli assai malvagi signori, al disprezzo e alla turpitudine.
Finchè infatti obbedirà a quelli
non lo chiameremo comandante e neanche uomo!
[Cicerone]
Secondo alcuni, il male è uno strumento per promuovere l’evoluzione umana.
Se il dolore è un viatico dell’esistenza, un mezzo per l’introspezione,
la conoscenza, persino il miglioramento di sé, la sua sovrabbondanza a
nulla conduce, se non alla pazzia.
Est modus in rebus: esiste una misura per tutte le cose.
Eppure taluni non esitano a vedere il male ipertrofico ed assurdo
come una sfida: vediamo per quanto resisti alle sevizie.
Vediamo come va a finire: somma incongruenza per chi dovrebbe
conoscere, se non il fine, almeno la fine.
Avremo l’umiltà di ammettere che il male eccessivo
non trova né giustificazione né motivazione?
