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Archive for giugno 2008

SIMBOLI DEGLI EVANGELISTI


ILDottore della Chiesa, Girolamo (348-420 d.C), ha tradotto

dal libro dell’Apocalisse, in analogia tra le quattro figure

Evangeliche, tale somiglianza nel modo seguente:

l’Evangelista Matteo viene simbolicamente raffigurato

come un ” uomo alato,” perchè il suo Vangelo

inizia con l’incarnazione di Cristo.

A Marco, corrisponde invece il” leone”, perchè

il suo Vangelo ha inizio con la narrazione della

<voce di colui che grida nel deserto> e cioè

Giovanni il Battista.

A Luca corrisponde il “toro”, l’animale sacrificale,

poichè l’inizio del suo vangelo riprende Zaccaria.

Giovanni infine ha come simbolo “l’aquila”,

poichè egli ci descrive il volo spirituale verso

le sommità celesti.

Ireneo di Lione ha ampliato le qualità specifiche

dei simboli degli Evangelisti, occupandosi

solo del quadruplice senso del Vangelo.

IL “leone” esprime la qualità regale;

IL ” bue “ il sacrificio;

L’uomo” l’incarnazione;

L’aquila” il Pneuma Divino che sorregge la Chiesa.

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AUREOLA O NIMBO

Simboleggia un’aurea sfavillante che contrassegna le personalità

sovraumane e che circonda sopratutto la loro testa.

Il disco luminoso che circonda la testa non è un invenzione

dell’iconografia cristiana, perchè era già il procedimento

abituale con cui, sia l’arte asiatica che quella tardoantica

dell’ellenismo,esprimevano la sacralità della persona

raffigurata.

Anche Zeus-Apollo-Bacco- erano rappresentati

allo stesso modo.

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Chi è Carlo Urbani?

Nel 1999 è Presidente della sezione italiana di “Medici senza Frontiere,

ritira ad Oslo il Premio Nobel per la Pace. Ha 43 anni.

I giornalisti italiani che devono darne notizia (e che sanno tutto sui calciatori e veline)

non sanno chi sia, e si domandano a vicenda:<Chi è ?>

Vive con la sua sposa e tre figli ad Hanoi, conduce missioni in Cina,

Laos, Cambogia e Filippine per assistere queste Nazioni nella

lotta contro le malattie parassitarie, che fanno silenziose stragi.

IL 23 febbraio 2003 arriva a Carlo una chiamata urgente dall’ospedale

francese di Hanoi. Segnalano la presenza di un uomo d’affari Americano

colpito da uno strano Virus, i cui sintomi sono simili

all’influenza, accompagnata da tosse secca e febbre indomabile.

Carlo si reca immediatamente a visitare l’ammalato e intuisce la

gravità e la novità della malattia.

Si informa rapidamente sul malato: si chiama Johnny Chen, viene da

Hong Kong dove è stato ospite di un albergo frequentato

pure da un medico proveniente dal Guangdong, che nel frattempo è morto.

Mentre Carlo documenta l’evoluzione della malattia di mister Johnny Chen,

scopre che sono state già infettate una decina di persone.

A questo punto passa all’azione. Con coraggio, affronta la decisione di isolarsi,

di autoimporsi una quarantena per evitare nuovi contagi e per proteggere la famiglia.

Tutto l’Ospedale di Hanoi viene isolato, misure preventive per gli altri Ospedali,

e viene lanciato un appello internazionale.

Carlo telefona alla moglie Giuliana, cercando di attutire la paura con piccole battute scherzose:

< sono chiuso in Ospedale, circondato da infermiere che piangono, tu mettiti in salvo con i bambini

e torna in Italia>, poi, con voce seria< Giuliana cara, non

dobbiamo essere egoisti, io devo pensare agli altri>.

Carlo e Giuliana, non si sarebbero rivisti più.

Colpito dalla SARS già quando aveva telefonato alla moglie, il male

fece in lui rapidi progressi.

Carlo Urbani chiese l’assistenza spirituale di un sacerdote, gli disse che aveva

paura di morire, ma che si abbandonava a Dio.

Morì alle 11,45 di sabato 29 marzo. Aveva solo 47 anni.

Ha dedicato tutta la sua vita alla causa dei poveri e dei più deboli.

Ha difeso in modo eroico le popolazioni che nel mondo patiscono le ingiustizie.

Ha più volte denunciato pubblicamente gli interessi delle multinazionali

farmaceutiche, che distribuiscono i medicinali salvavita a costi esorbitanti.

E’ riuscito a dare l’allarme al mondo e a salvare intere popolazioni.

In una lettera indirizzata alla moglie dice:

< Mi chiedo cosa restituire in cambio di ciò che ricevo>.

Grazie Carlo per la tua generosità!

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Ecco, ti sei adirato perchè abbiamo peccato.

Siamo tutti panni sporchi,

e la nostra rettitudine è un lurido straccio.

Sbiadiamo come foglie malate

e le nostre iniquità, come vento

ci hanno portati via.

Però, Signore, sei Tu nostro Padre,

noi siamo creta, opera delle tue mani,

non ricordare per sempre il nostro peccato.

John Henry Newman

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Altissimo, Onnipotente, Buon Signore,

Tua è la lode l’onore e la benedizione,

da ogni creatura della terra

che non è neppure degna di menzionarti. 

Alto e Glorioso Dio

Illumina il cuore mio, dammi fede retta,

speranza certa ,

carità perfetta.

 (S. Francesco)

I Santi avevano l’amore ardente per Dio, imitiamoli..

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Dice Gesù:< Vegliate e pregate per non cadere in tentazione…>

(Mt 26 vers41).

La preghiera è la porta che ci introduce nella dimensione dello Spirito;

è il linguaggio delle profondità;

è il grido silenzioso che risuona nell’universo;

la preghiera è adorazione ed è anche abbandono;

è uscire da noi stessi per entrare in Dio;

é espressione d’amore.

Pregare significa lasciarsi prendere ma anche afferare.

Pregare significa in fondo, dire ti amo, ma anche Amen;

Amen per tutto ciò che Lui mi dà;

Amen per tutto ciò che Lui mi leva.

< O Dio, io desidero solo essere ciò che Tu vuoi,

poter fare la tua volontà sempre,

e mai quello che voglio io.

Amen.>

E’ IN QUELL’AMEN che trovo il riparo dalla tentazione,

perchè nell’Amen si compie la Sua volontà e non la mia:

Ed è Amen,la preghiera che mette

nelle mani di DIO

il mio cuore.


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Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

< Siamo di Dio- veniamo da Dio- torniamo a Dio. >

Questa è la nostra vita, fissata nell’oggi, che racchiude ieri e domani.

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