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Archive for giugno 2009

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NORMATIVA ECCLESIASTICA

L’addobbo floreale deve essere rispettoso dell’arte della Chiesa;

una bella decorazione floreale infatti, non deve eclissare l’essenziale,

ovvero i poli celebrativi, poichè i fiori hanno il compito di valorizzarli

e dare loro significato senza nasconderli.

Oltre che in relazione agli elementi della celebrazione,

i fiori possono essere messi davanti al Tabernacolo,

sul portale principale e davanti all’immagine della Madonna.

ALTARE

L’Altare è punto di unità e fonte di grazia, perchè l’Altare

è Cristo  e per questo è oggetto di venerazione

attraverso molti segni quali: l’inchino, il bacio, l’incensazione, l’omaggio floreale.

L’ornamento dei fiori sia sempre ,però, misurato e

piuttosto che sopra la mensa dell’Altare ,si dispongano i fiori

attorno ad esso.

Gli Altari, anche nelle maggiori solennità, non devono mai

essere trasformati in serre.

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Questa è una tipica Mensa Eucaristica Neocatecumenale.

Lo scempio della Sacralità!

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Questo Altare di una Chiesa Abbaziale, rende onore ,rispetto, gloria

e lode al Cristo Gesù! L’Altare è Cristo!

Dominus Vobiscum

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 Shadi20Oggi, giorno del Sacro Cuore di Gesù, inizia l’ anno

sacerdotale proclamato dal Santo  Padre Benedetto XVI.

Noi, uniti alla preghiera della Chiesa possiamo partecipare

attivamente alla santificazione dei nostri fratelli sacerdoti,

attraverso la carità, la preghiera il digiuno.

Preghiera:

Signore Dio,Ti chiedo sacerdoti liberi della Tua libertà

non ostacolati dai beni nè dagli affetti del mondo,

senza  impedimenti nè preoccupazioni,

protesi a ricercare la Tua Gloria.

Ti chiedo uomini dediti alla ricerca delle anime,

disponibili al sacrificio e all’obbedienza totale della

Tua parola, non deviati nè trattenuti dalla propria

volontà, ma che realizzino i Tuoi disegni e abbattano

i Tuoi nemici come novelli Davide, con in mano

il bastone della Croce e la fionda del Rosario.

Questi Tuoi figli, predicheranno con forza così

travolgente da scuotere tutti gli animi e ogni cuore

ovunque si recheranno.

Ad essi infatti darai la Tua parola, il Tuo cuore, la Tua sapienza,

a cui nessun avversario potrà resistere.

Ascoltami Signore!

Amen!

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Signore Dio Onnipotente, donaci Sacerdoti Santi,

liberi della tua libertà, non ostacolati dagli affetti

del mondo, senza altro bene che la Tua Gloria

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CORPUS DOMINI

eucharistWallpaper1024O  inestimabile carità, come tu donasti a noi  te stesso,

tutto Dio e tutto uomo nell’Incarnazione,

così ugualmente ti lasciasti a noi in cibo,

affinchè siamo pellegrini sulla terra,

non veniamo meno per la stanchezza, ma

siamo fortificati da Te cibo Celestiale.

Dio essenza Divina. Chi ti ha costretto?

Null’altro se non la tua carità,

perché Tu sei pazzo d’amore.

S Caterina da Siena.

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romani-cantico_fondo-magazineIl Signore parla all’anima anche in un modo che a me sembra sicuro,

perchè in esso non vi può essere dubbio che provenga da Lui.

Si tratta della visione intellettuale.

Il fenomeno si svolge nell’intimo dell’anima, e si ha

la netta impressione di sentire con l’udito spirituale

il Signore stesso pronunciare quelle parole in maniera così

distinta e segreta che il modo stesso in cui vengono

percepite e l’azione che ne segue, escludono con assoluta certezza

ogni possibile ingerenza da parte del demonio.

(Il Castello Interiore)

Santa Teresa d’Avila.


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preghiera e contemplazioneL’uomo ha bisogno di guardare, di fermarsi in contemplazione,

che diviene contatto, per percepire i misteri di Dio.

Egli deve salire la <scala> del corpo, per scoprire in essa

quella <via> che la fede lo invita a percorrere.

La religiosità obiettiva, vale a dire la partecipazione

ai gesti liturgici, non è sufficiente (…).

La liturgia può essere celebrata conformemente alla

sua natura, soltanto se viene preparata e guidata da

un atteggiamento di meditazione e di raccoglimento,

in cui il cuore sia introdotto nella contemplazione

e nella comprensione, e anche i sensi vengano coinvolti

nella contemplazione del cuore.

“Non si vede bene che con il cuore”, come Saint Exupéry fa dire

al suo piccolo principe, simbolo di quel -ritornare bambini-

per attingere a ciò che è proprio dell’uomo ,

e che si sottrae alla pura ragione.

Benedetto XVI

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