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Archive for maggio 2010

Egregio Sig. Sindaco,

ho ancora davanti agli occhi la scena disgustosa di uno sgombero fatta,

da alcuni funzionari addetti dall’ATER, ieri in via di Tor de Schiavi.

Le grida strazianti di una povera donna alla quale venivano tolte,

oltre alla casa, il rispetto e la dignità, sono giunte agli

orecchi di tutti, meno che alle Sue…forse.. e lo spero.

Hanno accusato Lei e la sua giunta di tale misfatto, facendosi grandi

con il Suo nome e per Suo conto.

Colta da malore la poverina,si accasciava al suolo stremata dal dolore,

mentre l’ufficiale giudiziario con fare disinvolto compiaciuto del proprio

ruolo,scavalcava il corpo privo di sensi della donna per poter portare

a conclusione e senza indugi il lavoro assegnatogli: “da chi?” –Le chiedo!

E’ lecito spogliare di un diritto sacrosanto, quale la casa,

una povera donna e suo marito, entrambi avanti negli anni, e buttarli

senza misericordia alcuna in mezzo alla strada, per assegnare la stessa

ad altri? La povertà non è un male contagioso, per il quale si deve uccidere

un povero per salvarne un altro. Che senso ha?

La gente affollatasi intorno, ha avuto un altro bell’esempio sul cosa

sia capace di realizzare questo governo per difendere i diritti

sanciti dalla Costituzione, quale il diritto alla casa. Ha visto solo che

si sparava sulla croce rossa, perché incapace di difendere i più deboli.

E’ stata vergognosa la scena che ha turbato non poco la sensibilità

della  maggior parte dei presenti, come pure la disperazione di quella

donna che implorava giustizia e clemenza per un reato, che di reato

non ha nulla. Occupare una casa quando si è poveri è un atto di

disperazione e non di sfrontatezza o di prepotenza; la prepotenza

è stata fatta a quei due poveri disgraziati, che sono stati cacciati via

per far entrare altri poveri disgraziati…. Forse paganti (?)…mi domando.

Caro Sindaco, di fronte a questi atti di violenza e abuso precostituiti

per ledere il povero, il quale, essendo tale, non ha neppure la possibilità

di difendersi legalmente, io resto annichilita e stordita e vedo

un governo che si fa forte con i deboli mentre è debole con i forti.

Questo la dice lunga in quanto a  giustizia e verità!

Per questo poi si diventa banderuola e ci si sposta con il vento, perché

lo stesso ideale che ci ha fatto battere il cuore non esiste più,in quanto,

gli stessi ideatori lo hanno venduto per un pezzettino di potere,

molto piccolo a dire il vero, perché il vero potere è solamente di Dio!

Vedere la giustizia umana senza un briciolo di  misericordia

mi ha fatto tremare e ho pensato seriamente che forse

i veri poveri non siamo noi, ma coloro che decidono di servirsi

della legalità per togliere ai più deboli, casa,lavoro, pane, libertà!

Che Dio ci liberi dal male che ogni giorno viene consumato

a motivo della prepotenza dell’altro!

Che Dio guidi la Sua coscienza e le Sue azioni, per non doversi trovare

“quel giorno” a dover essere giudicato per ciò che era in suo potere

di fare e di cambiare.

Con Ossequi.

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Antonio Socci

Da “Libero”, 13 maggio 2010

P.S. A proposito di Bertone e Messori….

Tre anni fa Bruno Vespa realizzò un’intera puntata di “Porta a porta” per lanciare il libro del cardinal Bertone contro di me (ovviamente senza darmi la parola). Titolo della puntata: “Il quarto segreto non esiste” (era un esplicito riferimento polemico al mio libro “Il quarto segreto di Fatima”).

Ieri sera è andata in onda un’altra confusa puntata di “Porta a porta” sulle nuove dichiarazioni del Papa a Fatima e – con mio gran divertimento – pur parlando dello stesso tema, nessuno più ha osato dire “il quarto segreto non esiste”.

Anzi, Vittorio Messori, che tre anni fa era corso ad accreditare la versione di Bertone, senza fare una piega, ha dichiarato l’opposto di quello che finora aveva affermato.

Ha detto cioè che Benedetto XVI non vede il compimento del Terzo segreto nell’attentato del 1981 e non lo ritiene concluso nel passato, ma lo vede proiettato nel futuro, considerando anche un fatto nuovo, come lo scandalo-pedofilia, parte del Segreto (ed è chiaro che il Papa non può esserselo inventato: deve pur averlo ricavato dal testo completo del Segreto…).

Dopo tutto questo Messori non ha minimamente riconosciuto di essersi sbagliato finora, né ha tratto le conseguenze di quello che lui stesso ha dichiarato. Così come il disinvolto Bertone.

Ora, a me pare che non si possa dire tutto e il suo contrario. O ha ragione Bertone (e la profezia si è realizzata con l’attentato del 1981 e si è conclusa nel passato) o ha ragione Benedetto XVI e allora il testo del Segreto è più ampio, la profezia è ancora aperta e il martirio di un Papa e della Chiesa stanno nel nostro futuro.

Non si può far finta che le due opposte versioni possano coesistere. Per rispetto della logica. Sarebbe auspicabile che prevalesse l’amore alla verità e un leale riconoscimento dei propri errori… L’invito del Papa al pentimento, all’esame autocritico e alla penitenza dovrebbe essere preso sul serio.

Che la S.S. Madre di Dio protegga il Papa e tutti noi!

Ora invece papa Benedetto XVI ci spiega l’esatto opposto, che cioè il terzo segreto riguarda eventi successivi all’attentato del 1981, come l’attuale scandalo della pedofilia e anche eventi che stanno tuttora nel nostro futuro.

Ratzinger ha infatti dichiarato:

“Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano … e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano… Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”.

Ieri il Papa ha concluso così: “la Chiesa ha quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono, la conversione, la preghiera. Sempre il male attacca, dall’interno e dall’esterno, ma sempre anche le forze del bene sono presenti e finalmente il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima parola della storia”.

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Lettera di Clemente Romano

Abbiamo fede, o fratelli e sorelle.

Noi sosteniamo la prova del Dio vivente e

ci addestriamo in questa vita per essere coronati  nella futura.

Nessuno dei giusti coglie subito il frutto, ma l’attende.

Che se Dio desse subito il premio ai giusti, noi eserciteremmo

un commercio e non la pietà; avremmo l’apparenza di essere

giusti, in realtà invece non cercheremmo la pietà

ma il guadagno. Per questo il giudizio Divino colpisce

lo spirito privo di giustizia e lo carica di catene.

(scritta 63 anni dopo la morte di Gesù)


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