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Archive for ottobre 2010

CARITAS IN VERITATE

Una delle più profonde povertà che l’uomo può sperimentare

è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, comprese

quelle materiali nascono dall’isolamento ,dal non essere amati

o dalla difficoltà di amare.

Le povertà spesso sono generate dal rifiuto di Dio, da una originaria

tragica chiusura in se stesso dell’uomo,che pensa di poter

bastare a se stesso, oppure di sentirsi uno straniero in un universo

costituitosi per caso. La vera alienazione dell’uomo avviene

quando questi si distacca dalla verità perché ha rinunciato a

credere in un Fondamento; o quando si affida a progetti solo umani

che propongono ideologie e utopie false.

Oggi la vicinanza dell’altro, in una società interattiva, deve

sapersi trasformare in vera comunione .

Lo sviluppo dei popoli dipende sopratutto dal riconoscimento

di essere una sola famiglia, la quale è inserita semplicemente in quella

soprannaturale, animata da un unico soffio di vita, protesa al

bene dell’altro. La Creatura umana, in quanto di natura spirituale,

si realizza nelle relazioni interpersonali;più le vive in modo autentico

più matura la propria identità personale.

Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso,bensì ponendosi in

relazione con gli altri e con Dio.

Nelle forme di totalitarismo la comunità degli uomini

assorbe in se la persona annientandone l’autonomia, a questo riguardo

la ragione trova ispirazione e orientamento  nella  rivelazione

cristiana, perché nel battesimo viene inserita con legittima diversità

nel corpo vivo del Cristo, il quale è il tutto dove confluisce tutta l’umanità.

( Benedetto XVI  )


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Dopo le vicende legate agli ultimi sviluppi del caso Sarah ,

viene da pensare a quanta supponenza e ipocrisia ci sia da parte

di tanti grandi nomi della scienza e dello spettacolo.

Negli ultimi 50 anni, è stata foraggiata la cultura pro-trasgressiva,

tutti devono sentirsi liberi di fare, di dire, di essere…

Si all’adulterio, all’omossessualità, alla sottomissione delle

mode contemporanee, ai matrimoni gay , al concepimento in provetta

all’eutanasia, all’aborto.

E poi ci chiediamo che fine abbiano fatto i valori?

O che fine abbia fatto la famiglia?

No signori! Non li abbiamo  smarriti! … Perchè ???

Se così fosse avremmo cercato con ogni mezzo di andare

a cercarli. Il fatto è che sono stati eliminati definitivamente,

e quei pochi ricordi sbiaditi che ancora ci affiorano

alla mente fanno parte di vecchie reminescenze del nostro

vissuto collettivo. Perchè ci lamentiamo, se abbiamo ottenuto ciò

che volevamo?  La storia di Sarah non è l’unica storia di orrore

famigliare che abbiamo vissuto dalla metà del secolo scorso;

l’emancipazione della donna ha lasciato un grande vuoto

all’interno del focolare domestico e questo vuoto non lo si

percepisce solamente lo si respira e lo si ingerisce;

qualch’uno senza fatica, altri con tanta amarezza.

E’ sempre la donna che provoca le più grandi calamità

reazioni delle sue azioni….

C’è ancora speranza però per un mondo migliore;

lasciamo parlare i Santi e ascoltiamo solamente le loro parole

e i loro consigli,mentre i vip dello spettacolo

continuano a cianciare frasi senza senso,

fatte da parolai che si  autofregiano del titolo di esperti.

Dominus Vobiscum

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Il rimprovero è una chiave.

Apre infatti la coscienza a vedere la colpa, che spesso è ignorata

anche da quello che l’ha commessa. Per questo Paolo dice:

«Perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina

e di confutare coloro che contraddicono» (Tt 1, 9).

E anche il profeta Malachia asserisce: «Le labbra del sacerdote devono

custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione,

perché egli è messaggero del Signore degli eserciti» (Ml 2, 7).

Per questo il Signore ammonisce per bocca di Isaia:

«Grida a squarciagola, non aver riguardo;

come una tromba alza la voce»

(Is 58, 1).

Dalla «Regola pastorale» di san Gregorio Magno, papa

(Lib. 2, 4 PL 77, 30-31)

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Chi sono? Grandi persone, uomini e donne del nostro tempo,

che non hanno vissuto nella superficialità, ma si

sono addentrati nella sofferenza della Passione

di Cristo sulla loro carne.

Dimenticati dal mondo, ma resi immortali da Dio,

queste persone assaporarono ogni attimo della

loro esistenza straordinaria perchè  ricca di significato.

Ecco alcuni  dei loro nomi:

Luigi Novarese -il fondatore della congregazione,

Angela Negri – Giunio Tinarelli – Marisa Brizioli

Angiolino Bonetta – Anna Bartolacelli – Sesto Gentiletti –

Cristiano Pavan – Margherita Quaranta – Mario Capone –

Fausto Gei.

“il buco nero del dolore” diventa testimonianza di paradiso

nel santificare “il terribile quotidiano”

attraverso la professione di un “sì” d’amore che

li ha resi  forti  .

Da “volontari della sofferenza” a seminatori di speranza.

Cari fratelli e sorelle che tanto avete amato il Signore,

insegnateci la generosità d’amore e pregate anche per noi!

Amen!



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