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Archive for dicembre 2010

IL NATALE

Siamo nella pienezza dei tempi!

Questo è un momento d’incarnazione : il natale del Figlio;

di redenzione : da schiavi diventiamo figli;

di Pentecoste: lo Spirito è mandato nei cuori dei figli.

Allora è istintivo rivolgersi alla Madre e dirle grazie.

Nella nostra umanità lei è la persona dell’accoglienza,

della disponibilità, del dono di se, è la Madre per il Figlio

e il Fratello che il Padre ci dà.

Finché questo Figlio, Gesù, sarà prezioso per noi,

il nostro grazie non si esaurirà.

Anzi, volgendosi alla Madre di Gesù,

possiamo chiederLe di diventare anche noi

suoi figli, per poter accogliere la grazia dello

Spirito Santo e cantare l’incontenibile

grido :” Abbà  Padre.

” La gioia che Eva ci tolse,

ci rendi nel tuo Figlio

e dischiudi il cammino

verso il regno dei cieli..

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SETTIMO COMANDAMENTO: NON RUBARE

Se si chiedesse a un cittadino un po’ attento alle res ecclesiae, sulla base di ciò che ha appreso dai media, quali sono state le novità introdotte dal recente Catechismo (universale) della Chiesa Cattolica (CCC)(1) in merito al comandamento di “non rubare”, egli probabilmente risponderebbe che la chiesa (finalmente!) considera un “furto” anche l’evasione fiscale, la concussione, la corruzione, la speculazione, la frode, l’aggiotaggio e così via. Egli cioè direbbe che per la chiesa il verbo “rubare” va inteso nel senso più vasto possibile, perché così appare in quello stile di vita che ritiene il “furto” un male inevitabile, una caratteristica imprescindibile dei nostri tempi. Per far capire bene ai cittadini quanto tutto ciò sia “moralmente illecito”, benché spesso legalmente tollerato, secondo la chiesa non è più sufficiente dire “siate onesti”, “praticate l’amore” ecc. (cose in cui si crede sempre meno), ma bisogna declinare nel dettaglio le situazioni di “peccato”, cercando di convincere i cittadini che al giudizio di Dio nulla sfugge.

Dopodiché questo comune cittadino aggiungerebbe, un po’ sconsolato: ho capito che la logica del sistema -quella del profitto, dell’interesse, della rapina- ci coinvolge fin nel midollo delle nostra ossa; ora che la Chiesa ha condannato, nei particolari,il criterio dominante del nostro Paese, della nostra Europa, del mondo occidentale e forse dell’intero pianeta, che cosa cambia? Quali soluzioni essa ha da proporre?”.
Se qualche povero ladro di polli volesse uscire dalla vita balorda a chi potrebbe chiedere aiuto se non alle istituzioni? E se queste offrissero loro una qualunque occupazione che permettesse di mantenere le loro famiglie, ci sarebbero molti più  uomini onesti.  Ma lo Stato cosa ha risposto? “Come! da una vita rubate e adesso pretendete d’essere considerati degli onesti cittadini! Pretendete un lavoro quando vi sono migliaia di persone (anzi milioni) che, pur non rubando come voi, non riescono a trovare niente!”. Già, non lo sapevano i poveri diavoli che in Italia il lavoro non è un diritto ma un privilegio? Come potevano sperare di barattare il loro lavoro “nero”, illecito con un lusso per pochi? Non sapevano che lo Stato, con la sua faccia di bronzo, da un lato dice d’essere fondato sul lavoro e dall’altro si meraviglia che un disoccupato faccia di tutto per sopravvivere e lo spinge al reato?
Ma il comune cittadino queste cose le sa da un pezzo: le vede tutti i giorni con i suoi occhi ( non alla televisione). E non può essere aiutato dai media del mondo laico, perché ad essi non interessa minimamente l’ideologia della Chiesae del suo atteggiamento critico nei confronti di chi assumere solamente un atteggiamento apologetico.
Così abbiamo dato voce e spazio all’arroganza alla discriminazione, alla politica interessata e come tanti contribuenti onesti che pagano le tasse, finanziato in maniera diretta e indiretta la “MAFIA PUBBLICA ITALIANA”. Abbiamo finanziato i nuovi Padroni e Padrini in Italia, i ladri e i mafiosi in “funzione pubblica”.
Abbiamo dato potere alla”Pubblica Amministrazione Italiana finalizzata a delinquere e a rubare legittimata da se stessa e dai suoi sostenitori.Molti di questi “AMMINISTRATORI” hanno una mentalità mafiosa, alla quale si aggiungono i poteri dello Stato. Sono quindi ancora più forti sia nell’isolarci, sia nel controllarci che nel vessarci.Ed ecco che, i poveri mariuoli di polli, vengono giudicati e condannati in quei processi ordinari, con il verdetto che rubare è REATO, mentre l’organizzazione dei ladri, gente di forte calibro, ottiene la leicità per il furto, garantendolo e legittimandolo, come un dovuto extra-guadagno.Peccato che a pagare in questo mondo siano sempre i poveri del Signore, gli ultimi,  i disprezzati,coloro che  non godono di alcun diritto se non quello di gridare ma, pur gridando non vengono ascoltati perché indegni di ogni considerazione.La giustizia umana non conosce equità,si è lasciata sedurre dal potere tanto che, dopo essersi prostituita è deceduta;ma per fortuna vive ancora ed è eterna la giustizia DIVINA.

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