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Archive for febbraio 2011

“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa

e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

Il Signore da a San Pietro il mandato di governare e custodire

il Suo gregge, promettendogli che il male non prevarrà mai sull’amore

che Lui stesso ha costituito in eterno.

Oggi è la festa del Papa , il quale obbedendo al Signore si fà carico

del gregge a lui affidatogli, guidandolo verso la strada del Paradiso.

Dobbiamo pregare per il Santo Padre, affinchè sia sempre sostenuto

dalla forza dello Spirito Santo in ogni istante del suo ministero

voluto dal  Signore Gesù, per condurre alla salvezza ogni uomo.

Il Papa ci ha ricordato che il Regno di Dio è come una rete che ci raccoglie

tutti insieme, per condurci fuori dall’abisso  e sollevarci verso l’alto.

Anche la Chiesa  è una rete, essa ha per trama la missione apostolica

ed è efficace in virtù dell’unità , della fede, dell’amore, della vita,

essa custodisce e unisce, e strappa l’uomo dalle correnti e dal baratro.

Restiamo dunque uniti nella fede con la perseveranza della preghiera

e con la forza dell’Eucarestia, per non permettere alle forze del

male di strappare questa meravigliosa rete di salvezza

che Dio ci ha donato, per portarci a Lui.


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Noi siamo fatti di luce, noi siamo luce. Questo è ciò che afferma Gesù.

La vita comincia col processo di formazione delle stelle.

Noi siamo fatti di polvere di stelle.

Ogni atomo di ogni elemento presente nel nostro corpo,

eccezion fatta per l’idrogeno,

è stato prodotto all’interno delle stelle,   disseminato poi nell’universo

per mezzo di grandi esplosioni stellari,  è stato infine riciclato

per diventare parte di noi stessi.»

Abbiamo bisogno di vivere nella luce e con la luce per realizzare

la nostra esistenza di creature . La luce è vita! Dio è luce e quindi è vita.

Abbiamo la vita in noi, ma la vita deve essere vissuta in Dio.

Il sale della terra è ciò che dà sapore alla vita quotidiana.

Gesù indica quale deve essere la ragione del nostro vivere: essere sale.

Al tempo di Gesù, con il caldo che faceva, la gente e gli animali avevano

bisogno di mangiare molto sale.  Questo veniva consegnato in grandi blocchi

dai fornitori e questi blocchi si mettevano nella piazza per

poi essere consumati dalla gente,

mentre il sale che rimaneva cadeva a terra ,

non serviva a nulla ed era calpestato da tutti.

Senza il sale non si poteva vivere,

ma ciò che rimaneva del sale non serviva a nulla.

Gesù evoca questa usanza per indicare ai discepoli la missione da compiere.

Essere luce ed essere sale.

Non si tratta di un semplice invito, o di una esortazione,

e’ una rivelazione, o, potremo dire, la costatazione di una identità.

Coloro che si sono “accostati a Lui” e sono divenuti discepoli del Regno,

si sono posti nella condizione di essere sale e luce perché:

“la vita animata dallo spirito di Dio diventa trasparenza e riflesso del Suo regno”.

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