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Archive for marzo 2011

Dalla lettera ai romani

L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini

che soffocano la verità nell’ingiustizia, poichè ciò che di Dio si può conoscere

è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.

Infatti dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili

possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da Lui

compiute, come la Sua eterna potenza e divinità.


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“Ma davvero «senza il crocifisso negli edifici statali l’Italia sarebbe

più giu­sta, più seria, migliore»?

È la tesi di Ser­gio Luzzatto ne Il crocifisso di Stato,usci­to ieri da Einaudi,

che paragona il croci­fisso a Pinocchio, il burattino di legno.

Oltre Cristo in croce, Luzzatto insulta Na­talia Ginzburg, il presidente Napolitano,

scrittori, santi e ministri favorevoli al cro­cifisso nelle aule pubbliche,

millenarie tradizioni, storie secolari di generazioni e popoli interi

che si sono riconosciuti nel crocifisso.

A suo dire un muro bianco ci darebbe un’Italia migliore.”

Quante bestemmie e quanti oltraggi ogni giorno vengono

rivolti al Signore Gesù, l’uomo Dio, l’uomo che si è lasciato inchiodare

su di un legno per salvare tutti noi!

Vergogna! Vergogna! Vergogna!

Certe persone non meritano neppure di essere prese in considerazione,

quando l’ateismo diventa strumento di derisione e di ingiuria.

Paragonare pinocchio, un burattino di legno , a nostro Signore

è veramente un’abominio ed apostasia di quella bestia che ha scritto

una simile nefandezza. Poveri noi che non comprendiamo

tutto l’Amore che quel legno ci comunica,

un Amore talmente elevato e inimmaginabile  che ha condotto Dio

alla scelta di lasciarsi morire per la salvezza di ogni creatura.

Siamo nel tempo di quaresima, il tempo per tornare a Dio,

il tempo per riflettere sulla nostra vita terrena ed eterna;

un tempo per piangere tutti i nostri peccati,

un tempo per ritirarsi dal frastuono del mondo,

un tempo di grazia che ci viene concessa  dalla Misericordia di Dio.

La stessa Misericordia che viene dalla Croce.

Caro Luzzatto, togli pure tutte le croci dai muri,

lascia bianche le pareti degli enti statali,

delle scuole, di casa tua, ma sappi che

nessuno potrà mai togliere la Croce dalla vita ,

essa è nata con Lei, ed attraverso Lei siamo stati

riscattati dalla morte per i meriti di Gesù Cristo, Figlio di Dio!

Povero Luzzatto….uomo senza coraggio….. e  senza memoria di umanità……

la Santa Croce di Cristo ti fà solamente tanta paura

ed è per questo che ti è di scandalo!




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Anch’io come Socci, ho associato la piccola

Yara a Santa Maria Goretti.

Entrambe bambine ma adulte nella moralità,

piene di  gioia di vivere e con

tanti sogni puliti nel loro cuore di

adolescenti.

Appagate dall’amore della famiglia,

obbedienti e gentili, servizievoli

e garbate , serene e fiduciose del mondo,

le due fanciulle sono state desiderate dal maligno,

perché il candore dell’innocenza lo rende furioso.

Questa vergognosa azione malvagia ha

sporcato solamente l’anima degli assassini,

dei quali, uno si sa, che si pentì amaramente,

questo ci racconta la storia del martirio di Maria Goretti.

Il pentimento del carnefice fu talmente

forte che lo condusse a trascorrere tutta la propria vita

ad espiare quel male mortale, nella mortificazione di se stesso,

con i più  umili servizi in un piccolo convento.

Non era degno di nulla, si ripeté  fino alla morte,

avvenuta questa, paradossalmente in concetto di santità.

Maria lo aveva perdonato e aveva pregato per lui!

Oggi anche la piccola Yara dal Paradiso starà  certamente

pregando per il suo assassino e i Santi con lei,

perché  nell’abbraccio sereno del Padre vive  l’Amore, il sentimento che

emerge prepotentemente per cancellare tutto il male e ricostruire

le fondamenta del bene superiore, lo stesso bene che Dio continua

ad elargire ogni giorno a ciascuno di noi.

Piccola cara Yara, aiutaci a trovare la pace in noi stessi di fronte a questi

atti così inspiegabili quanto efferati, in giudicabili e  apparentemente

privi di umanità, ben celata invece sotto l’inspiegabile sentimento

del rimorso, un rimorso che giunge sempre e non lascia scampo,

che trova pace solo dopo aver ottenuto il perdono.

E’ difficile se non impossibile pensare di perdonare un assassino,

ancor più quando questi  uccide la gioia della nostra vita,

un figlio, l’ amore per eccellenza .

Eppure la salvezza dell’umanità passa proprio dalla morte di croce,

ed è questa che rigenera e redime il cuore degli uomini,

di tutti , anche dei più feroci assassini.

Cara dolce Yara,prega per noi e con noi, affinché

la Misericordia di Dio voglia concedere al tuo carnefice il tormento del

cuore e il  desiderio di espiare un tale delitto,che grida senza ritegno,

per il dolore e la voglia di giustizia,

quella stessa giustizia che se verrà implorata come atto di verità e

di misericordia potrà diventare riparatrice in virtù del

perdono verso se  stesso.

Ed è ripartendo da qui che il bene potrà riscattare la tua vita recisa

e il tuo sangue versato.







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