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Archive for ottobre 2011

CATTIVERIA

Indubbiamente cattivo è colui che,

abusando del proprio ruolo di potere e prestigio,

commette ingiustizie e violenza a danno dei suoi simili;

infinitamente più cattivo è colui che,

pur sapendo dell’ingiustizia subita da un suo simile,

tacendo, acconsente a che l’ingiustizia venga commessa.”

(Einstein, in A. Einstein/S. Freud – Perché la guerra)

Chi non impedisce un’ ingiustizia, ne è complice…”  Seneca

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MEDITATE GENTE…MEDITATE

Morti sul lavoro: L’Ue mette l’Italia sotto accusa dopo la denuncia di un cittadino

Marco Bazzoni, metalmeccanico, ha scritto dieci pagine per raccontare le inadempienze italiane

Marco Bazzoni, 36 anni, metalmeccanico fiorentino
Marco Bazzoni, 36 anni, metalmeccanico fiorentino

MILANO– La denuncia l’ha fatta un cittadino qualunque. E la Commissione europea l’ha accolta, mettendo sotto accusa l’Italia per non aver rispettato le disposizioni in materia di sicurezza. Il cittadino “qualunque” è un metalmeccanico, Marco Bazzoni, 36 anni di Firenze, che da anni si batte contro le “morti bianche”. Una lotta che, a partire dalla definizione («Coscienze sporche, non c’è nulla di bianco in queste tragedie»), conduce con una martellante campagna di mail, lettere telefonate alle redazioni dei giornali in cui segnala e comunica i casi di infortuni sul lavoro. Quelli che finiscono in prima pagina e quelli che restano dimenticati. Bazzoni, operaio in una fabbrica fiorentina che produce frantoi e presse per il settore enologico, è Responsabile dei lavoratori per la sicurezza (Rls) dal 2003. Si è così formato una precisa competenza in materia di salute, leggi, doveri e responsabilità dei datori di lavoro rispetto a protezioni e prevenzione nei luoghi di lavoro. È quella sua competenza che lo tiene all’erta e informato. E testardamente impegnato a informare (tiene una rubrica su Artcolo 21) perché l’attenzione non si fermi ai titoli a effetto.

LE INADEMPIENZE – La denuncia, dieci pagine di documenti, era partita nel 2009 e lo scorso 30 settembre la Commissione ha inviato la lettera di costituzione in mora alla Repubblica Italiana che in pratica obbliga il nostro Paese a mettersi in regola. Bazzoni dimostrava incongruenze e inadempienze della legge 106/9 (il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) rispetto alle normative europee (la Direttiva 89/391). La Repubblica italiana dovrà anche tenere puntualmente informato il promotore della denuncia, cioè l’operaio fiorentino. Le voci d’accusa sono diverse, e sono scritte nella lettera con cui la Commissione ha comunicato a Marco Bazzoni di aver accolto la sua denuncia. Non rispettano le norme europee le regole italiane per la valutazione dei rischi per le aziende che occupano meno di 10 dipendenti, così come le norme che si riferiscono alla responsabilità dei datori di lavoro che operano in delega. Irregolari sono le proroghe a cooperative e organizzazioni di volontariato e della protezione civile. Fuori regola le disposizioni per la prevenzione degli incendi dei piccoli alberghi e inadempiente la lentezza con cui si sta arrivando alle valutazioni dei rischi dovuti a stress.

L’UTOPIA DEL SINGOLO – Tutti punti su cui sindacati e associazioni di lavoratori dovranno far leva per pretendere che l’Italia faccia presto a mettersi in regola. Fin qui, fino all’obbligo perché si accelerino le leggi sulla sicurezza, Bazzoni c’è arrivato da solo. «Far aprire una procedura d’infrazione contro uno stato è difficilissimo, in genere sono associazioni che fanno questo genere di denunce, per un singolo cittadino è un’utopia», dice l’operaio fiorentino. «Nonostante abbia chiesto aiuto a partiti e sindacati, non c’è stato nessuno che mi abbia aiutato a redigerla. Potevano supportarla. Ma non hanno fatto neppure quello».

Redazione online
16 ottobre 2011(ultima modifica: 17 ottobre 2011 12:21)© RIPRODUZIONE RISERVATA

20 ottobre 2011

Mobbing: audizione in Ufficio di Presidenza 11a Commissione

Giovedì 20 ottobre l’Ufficio di Presidenza della Commissione Lavoro ha svolto l’audizione dei rappresentanti dell’Inail sul ddl n. 62 e connessi in materia di mobbing.

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 Ecco come si costruisce il potere

Una persona ghettizzata, umiliata, vilipesa, nell’ambiente lavorativo,

viene spinta con prepotenza sull’orlo della “guerra civile”.

Una persona emarginata, chiusa nel proprio ambito e dimenticata

come professionista, viene avvelenata ogni giorno

con dosi sempre più massicce di odio,

al punto da spingerla a odiare a sua volta il prossimo suo.

Una persona, assediata costantemente da una maggioranza

di “colore ” (ideologico), che gioca allo sfascio della sua personalità,

è costretta ad attraversare un fuoco incessante,

che strazia le sue carni già piagate dalle prove della vita.

Con la complicità dei signori dell’oligarchia,

lo spettacolo più feroce e preoccupante,

viene dato dalle tante cospirazioni finalizzate all’annientamento totale,

se non alla “morte stessa”, della vittima designata.

Tra i più accaniti nemici figurano sempre le donne.

Acide, furenti, invidiose dell’altrui capacità, secernono veleni;

considerano l’intolleranza una virtù e gareggiano

nel loro impegno alla lotta.

I toni accesi, da guerra civile, con tanto di omicidio mediatico,

sono la pretesa a voler ristabilire il clima di pace e di benessere,

impossibile a realizzare (dicono loro) …. per causa di…..

E mentre si tende a nascondere la guerra,celata dalla falsa armonia,

sostenuta a tutti gli effetti dal favoritismo e dal clientelismo,

per i quali molti dei mali dell’Italia sono ascrivibili

a questo vizio di origine che ha sedimentato remissione e controllo sociale,

il clima di odio silenzioso sommerge l’intero staff lavorativo;

tutto si fa più cruento e gridato, dal ripensamento della

storia passata, al rapporto tra religione e laicità,

fino alla discriminazione e il vilipendio per chi non la pensa come loro.

Queste sono le barbarie dei nostri giorni, che mietono

vittime senza cause motivate.

Fermate questa guerra incivile, organizzata da un gruppo di “brava gente”,

che con la bava alla bocca cerca l’autoaffermazione

nascondendosi nel potere,

che, diventa “abuso”,

quando viene usato per il proprio piacere.

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STORIA DI CINZIA

Storia di Cinzia, storia di umiliazioni e violenze, fisiche e psicologiche, sul lavoro

Quando il mobbing va oltre al disagio lavorativo

Storia di Cinzia, storia di umiliazioni e violenze, fisiche e psicologiche, sul lavoro
Quando il mobbing va oltre al disagio lavorativo

 


Cara Cinzia,
ci permetteremo di pubblicare la sua lettera (senza cognome e senza riferimenti diretti che la possano rendere identificabile)
perchè riteniamo che di questo tema non se ne parli abbastanza e che ci siano in corso delle vere e proprie violenze negli ambienti di lavoro che non emergono.
La ringraziamo per averci scritto e, prassi non consueta per un giornale, le inviamo un abbraccio che vuole essere idealmente di sostegno perchè la sua lettera ha commosso tutta la redazione.
Auguri, veramente di cuore, per la sua storia.
la redazione tutta.
Grazie per aver avuto rispetto e sensibilità al mio dolore.

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Mobbing, se ne parla sempre troppo poco

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di Lisa Ginzburg

Mobbing: l’etimologia attribuisce

l’invenzione del termine al grande

etologo Konrad Lorenz.

Lotte intestine tra animali,

per una selezione

non naturale e invece spietata.

Sappiamo bene a cosa la

parola inglese si riferisce:

quella pressione sottile e

crudelissima che emargina nei luoghi di

lavoro qualcuno, nel tentativo (spesso riuscito)

di farlo far fuori “da sé”, costringendolo

cioè a prendere l’iniziativa di andarsene. Il mobbing colpisce di norma

le teste più pensanti nell’organigramma di qualsiasi luogo di lavoro.

Si vuole eliminare le persone più fuori dagli schemi, di norma

quelle troppo intelligenti.

Bisognerebbe parlarne di più, e scrivere romanzi e girare film sul mobbing.

Perché è non solo una pratica diffusissima, in continuo aumento.

Anche un terreno psicologico dove le leggi più ingiuste

trovano geometrica applicazione.

Lascia mortificati, storditi, a volte gravemente depressi

l’essere o esser stati oggetto di mobbing.

Ma non tutti hanno voglia di parlarne.

Giorni fa invece ho incontrato una donna che la sua storia

di espulsione dal lavoro me l’ha raccontata lungamente, nei dettagli.

Dolorosissima, incancellabile.

Avvocati e psichiatri si sono occupati di lei, forse per questo

ha la forza di raccontarsi senza vergogna.

Ma quanti conoscono ogni giorno il mobbing e provano

timore nel confessarlo, lasciando che l’amarezza e la frustrazione

proliferino dentro con effetti pesantissimi per lo spirito, per la propria vita tutta?

esiste nella p.a.
 purtroppo il mobbing cresce sempre di + nella pubblica
 ùamministrazione ma quello che mi fa arrabbiare è che non
 si elimina la “causa” ma si cerca di aiutare solo chi sta male
 e con questo sistema non si risolve nulla
invece eliminare la “causa” significa che non potrà
+ far del male a nessuno
scusate non ho voglia di parlarne ma anche io ho subito
 mobbing ed è stata dura uscirne da sola ma ce l’ho fatta e
 dopo diversi anni hanno eliminato anche la “causa”,
 certo situazioni di mobbing ci sono ancora oggi ma ne
f rego mentre prima invece me la prendevo..ciao a tutti
commento inviato il 21-09-2011 alle 19:03 da Alessia
 Se ne parla poco,….
 Se ne parla poco perchè c^è molta superficialità,
Spesso chi lo subisce viene “accusato” di non avere carattere,
commento inviato il 21-09-2011 alle 16:28 da remo dk
 persecuzione
 ha ragione extifoso,c’è una sottile persecuzione che porta
 a costringerti ad andare via.io dopo aver rifiutato la mobilità
 in una azienda di telecomucazioni,ho subito un trasferimento lontano
 dalla mia abitazione,e un sottile gioco psicologico.ti assegnano
 una scrivania, ti assegnano dei lavori saltuari,passi giornate a guardare
 il video e il loro sistema per mandarti in depressione sei senza difesa,
 unica alternativa rivolgersi a un centro per il mobbing e iniziare
 l’iter giudiziario come ho fatto io,sperando nei tempi brevi della giustizia.
commento inviato il 21-09-2011 alle 14:16 da hispanico52
 Non avrei mai pensato alla Pubblica Amministrazione!
 Perché molto spesso il mobbing è semplice prevaricazione,
 è il prevaricare la persona con meno grinta e capacità di sgomitare.
 E’ l’accomodarsi alla scrivania più luminosa, più calda, più fresca,
 meno rumorosa, della stanza d’ufficio….
Però è anche l’incapacità del superiore a gestire le proprie risorse perciò,
 se tu non lavori come lui si aspetta che tu debba lavorare,
 con le istruzioni che lui non ti sa dare, nell’unico modo in cui
 lui è capace di vedere realizzato quel determinato lavoro,
 allora tu sei persona che è meglio perdere, perciò messa
 nelle peggiori condizioni possibili.
Ma è giustamente anche quello che scrive Perugia,
 è l’inserimento delle nuove leve arrivate con/per il nuovo politico di turno;
 leve che debbono fare in fretta a occupare le posizioni chiave,
 prima che un nuovo politico sopraggiunga. Allora,
 non essendo sempre più spesso in grado di superare
 i presenti per capacità, li affossano con ogni mezzo!
commento inviato il 21-09-2011 alle 13:00 da Matthias
 La realtà
 mobbing…demansionamento…mansionamento superiore..
. .chi non le vive queste situazioni???
Io ho subito e subisco di tutto in un azienda dove hai una sola possibilità..
 ..andartene e poi rivendicare quello che hai subito!ma fino a quando
 sei “costretto” a rimanere…devi subire.
 I sindacati sono una farsa che non tutela mai alcun diritto nelel
 aziende, e ditro le quinte si accorda per fare stare buoni i dipendenti
 Questa è la realtà…se vuoi lavorare devi subire.
 E non importa se subisci violenze psicologiche,
 se la mattina fatichi al sol pensiero di andare a lavorare,
 se ti senti depresso….no tanto loro sanno che hanno il potere in mano.
 E possono anche farti impazzire se vogliono.
commento inviato il 21-09-2011 alle 12:34 da extifoso
 A volte è istituzionale
 In un pubblica amministrazione il mobbing è un fenomeno ciclico,
 conseguente ai rinnovi delle poltrone.
 Il campanilismo produce posti di lavoro in situazioni già occupate
 e il tutto va a discapito di chi il “papà”, non ce l’ha più
 Accade quindi che gli unici in grado di lavorare sembrano
 essere i nuovi assunti che, rapidamente come sono entrati, scalano
 le categorie. Per chi avrebbe maggiore esperienza non c’è più niente
 da fare, anzi, non si deve lamentare perchè ha un posto di lavoro,
 mentre troppi altri no. Ci si sente umiliati quando si è esclusi da tutto ed ignorati.
 C’è chi si ammala di depressione, chi non vede l’ora di andare in pensione,
 che sparla, ma anche che è in grado di discernere l’incapacità di dirigere o,
 a volte, il servilismo della classe dirigente e sentirsi invece superiore
 a chi non sa gestire adeguatamente lavoro e personale.
 La causa attuale di questa situazione è l’aver escluso il controllo
 della Corte dei Conti. Se verificasse quanto personale non viene utilizzato
 nelle amministrazioni e si applicassero le multe…………
 Nel mio caso accade che qualcuno continua ad usare il personale
 che aveva prima, ma che ora fa parte di un’altra direzione.
 Il suo attaccamento non solo lede la professionalità del personale di un intero servizio,
 ma lo ha inertizzato. Eppure, questo è il suo modo di fare,
 da sempre e nessuno è mai intervenuto..
 Possiamo così avere il tempo di rendere pubbliche questa ed altre situazioni. Non male.
commento inviato il 21-09-2011 alle 12:02 da perugia
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EPILOGO

La ricerca estenuante della risoluzione al gravissimo problema

di cui sono protagonista da anni, é tutta

concentrata ad ottenere l’aiuto necessario affinché

possa cessare ogni forma di:

oltraggio alla dignità; ghettizzazione;umiliazione;

diffamazione; depauperazione lavorativa;

cancellazione sociale all’interno della struttura;

per le quali cause sono entrata in un tunnel

di disperazione dal quale sembra impossibile uscire.

CHI ERO

Ho svolto per anni ed egregiamente la mia professione 

in strutture private come libero professionista, specializzandomi in varie

branche della vasta “Scienza dell’Immagine” con precisione 

e competenza.

CHI SONO

Approdando  nell’Amministrazione dello Stato trovai finalmente

quella tanto ricercata stabilità lavorativa.

Ma da subito evidenziai che all’interno della struttura vi era

un dilagante malcostume che cercava di fagocitarmi;

a tale scopo usarono tutti i mezzi per farmi uniformare alle loro abitudini e,

mi salvò solamente l’ostinata determinazione che ho della difesa dei valori.

Non scesi quindi mai a compromessi ,per questo fui presa come oggetto

di ripetute ed instancabili persecuzioni, non da ultimo

il motivo di essere una fervente cristiana.

I primi atti vessatori, oltremodo punitivi, furono messi in atto dapprima

dai due responsabili (amministrativo e sanitario) ed in seguito in

assetto complottistico e persecutorio dall’intero staff.

(Tutti!!!!!!!)

I Fatti:

Minacce plurime di licenziamento.

Grida, spintoni, parolacce.

Derisioni, umiliazioni quotidiane, isolamento.

Depauperamento professionale …..fino alla chiusura del servizio.

Mi fu negato di poter usufruire di un cambio turno settimanale per assistere

mio figlio gravemente ammalato e fui costretta a ricorrere

all’ASPETTATIVA SENZA ASSEGNI  fino al suo DECESSO.

Riuscii ad essere riammessa in servizio ma continuarono le ostilità .

Furono sabotate di continuo le apparecchiature  il tutto

finalizzato  per COSTRINGERMI ALL’ INOPEROSITA’ DIMOSTRANDO
COSI’ LA MIA INUTILITA’

Gli assistiti venivano dirottati all’esterno presso le strutture

convenzionate anche quando il servizio funzionava, per ordine

dei due Responsabili!!!!!

Tutte le lettere che inviavo alla Direzione centrale,

 venivano regolarmente CESTINATE!!!!!!!!!

Ancora soprusi:

Mi è stata negata la chiave d’accesso all’edificio, della quale però, il restante

personale ne è in possesso.

Sono stata lasciata fuori dal cancello in entrata al lavoro.

Non sono stata fornita di divisa, distribuita invece a tutti gli altri.

Vietato solamente alla sottoscritta la partecipazione

ai corsi indetti dall’Amministrazione.

Negato internet, intranet, outlook,  concesso a tutti gli altri.

Poiché ancora oggi il servizio non è funzionante :

“ABBIAMO TROVATO UN LAVORETTO per la pazza”

-diceva un’infermiera ad un Medico-   “quale?”- rispondeva lui ,

“quello di  fargli  mettere la carta igienica al bagno!!!!!! “

E’ stato”volutamente” omesso il numero della stanza,dove mi hanno allocata,

dagli elenchi telefonici dell’ufficio. (hanno detto che IO NON ESISTO!!!!!!)

Non vengo ne invitata ne informata circa le riunioni organizzative  dell’ufficio.

(durante una di queste  ho sentito pronunciare molte volte 

il mio nome preceduto dall’appellativo di PAZZA.)

Osando spostare di pochi centimetri e per pochi minuti dei sedili di plastica

situati nella zona di attesa e ristoro, il giorno successivo sono stati legati

con catena e  lucchetto, affinché non possano più essere rimossi dalla loro

originaria collocazione.

(Nessuna comunicazione verbale ha preceduto l’azione).

E non è tutto…...

Troppo comodo sentirsi forti quando si è tutti contro uno.

Provate a immaginare se tutto questo fosse toccato a voi….



 

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Storia di MOBBING ” parte quarta

Stamani non sono andata al lavoro me ne è mancata la forza ed il coraggio!

Si, non tutte le mattine riesco a pensare che è facile sopportare l’insopportabile.

Oggi , come ieri e come domani e come tutti i giorni che verranno,

ad attendermi vi è l’isolamento (quando mi dice bene)

altrimenti le violenze psichiche e anche fisiche,

senza contare che fanno molto più male quando nessuno sente il tuo pianto.

Sono anni che subisco vessazioni di tutti i tipi; ho tentato anche di ribellarmi,

scrivendo lettere al Dirigente Responsabile e sporgendo denuncia

ai Carabienieri con il risultato……….

di trovare le gomme della mia automobile forate per ben quattro volte

e gli occhiali da vista schiacciati da qualche piede gentile.

Senza voler approfondire gli atti di terrorismo a cui sono stata sottoposta….

posso rendere l’idea con il dirvi che misero anche un topo nella mia stanza.

Adesso sono stata relegata in una stanza “inagibile”(uno sgabuzzino) e

non posso uscire da lì perchè non sono gradita al “Branco”;

non posso più neppure andare a consultare la posta 

e nessuna informativa mi viene comunicata perchè….

….io…..non…..esisto……

Dubito di essere ancora viva, perchè spesso, gli insulti e le umiliazioni

che mi infliggono mi arrivano come da lontano….come in un sogno, mi dico…..

L’ultimo episodio di pura malvagità  è stato quello di essere stata costretta

ad alzarmi da una sedia che non poteva essere occupata  ” da me ”

….non una sedia di spicco…….una banale sedia dove chiunque

può sedersi meno che io ;

questa è collocata nell’accettazione e  dominio fisso delle persone che

vi lavorano; oh!….che sciocca…….dimenticavo che io non posso lavorare più!

E’ stato deciso all’unanimità di mandare l’utenza altrove per le prestazioni

Tecniche Sanitarie e sono tutti molto soddisfatti per questa forma di

punizione, impartitami  per correggere la mia tenacia, a sostegno della

giustizia e della verità.

Sono costretta a trascorrere le mie giornate in macchina,

se non voglio restare nello sgabuzzino……e…non potete immaginare fino

a dove si spinge la malvagità umana verso coloro che, poichè in minoranza,

non possono difendersi.

Adesso sono allo stremo delle forze e ho paura per la mia incolumità psico-fisica.

Si annunciava così la morte di una lavoratrice.

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