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Archive for maggio 2013

I PICCHIATORI FELPATI

imagesI picchiatori silenziosi ovvero, i carnefici delle vittime di “mobbing”.

Sono questi degli spietati killer che vengono ingaggiati da un

leder o  capo, per linciare fino allo stremo della sopportazione

una persona, individuata e designata alla cancellazione totale

nel contesto lavorativo e sociale.

Si, anche sociale! Le persone violentate fisicamente e psicologicamente

da quei comportamenti lesivi,  dell’organizzazione criminosa e terroristica,

dei cosi detti“mobber”, attivano un meccanismo di paura incontrollabile e

di diffidenza verso tutti chiudendosi in se stesse, rinunciando così a vivere.

La paura crea fragilità ed insicurezza oltre all’ansia che diventa patologia

irreversibile, a causa della mancanza di tutela e per  sentirsi costantemente

sotto minaccia, in quanto vittime di un sistema attuato alla eliminazione,

supportato da uno spietato odio, immotivato, percepito anche se non compreso.

Questi criminali, addestrati ad essere “abili picchiatori felpati” ordiscono continue

trame per colpire la preda con abilità ed astuzia cercando di farla franca,

dopo aver massacrato con colpi e scudisciate invisibili la  vittima designata,

sacrificata a fini sadici, nati dalla crudeltà delle loro menti malate.

Sono bande ben organizzate all’interno di un contesto lavorativo, 

scippatori di legalità camuffati da persone perbene, vengono ingaggiati

individualmente  ognuno per la propria malvagità latente.

Rozzi  individui pavidi, che trovano la loro forza nella coesione di 

un gruppo pre-costituito proprio a motivo della loro incapacità di 

realizzazione in ogni campo, famiglia, società e lavoro. 

Mercenari che in cambio di una misera ricompensa non esitano ad 

uccidere un loro compagno.  Come tanti scellerati Caino, si accaniscono

contro Abele per sopprimerlo, poiché insopportabile ai loro occhi la giustizia

e la capacità di esprimere il bene.

Questi Caino sono stati già maledetti da Dio per aver cosparso il suolo

del sangue di Abele e condannati a vivere raminghi e  fuggiaschi,

lontano dal paradiso per emulare l’inferno, la loro dimora.

moblibro

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