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Archive for ottobre 2013

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Due imprenditori la cui genialità e l’acume per il progresso mette in risalto una certa analogia di capacità e intento. Entrambi attenti al benessere dei loro dipendenti  e alla ricostruzione politica ed economica del Paese al solo scopo di creare prosperità sociale, nel rispetto delle norme civiche e morali. Uomini capaci di mettersi contro un intero sistema pur di far primeggiare le loro idee rivoluzionarie in campo industriale. Promotori di cultura e di ideologia innovativa in tema di governo nel promuovere quale obiettivo primario la persona anziché il profitto economico. Entrambi spiati e criticati per quella loro performance che ha contraddistinto ogni loro impresa e rapporto umano. Fatti passare per sognatori e visionari,al fine di contrastare i consensi popolari, sono stati oggetto di derisione ed estromissione dalla loro stessa organizzazione. Traditi da chi era loro più vicino, per invidia e interesse personale ma senza riuscire ad offuscare l’immagine di quella loro caratteristica vena imprenditoriale. Uomini eccezionali che la storia ricorderà come eroi nell’industria del futuro per i quali avremo sempre profonda riconoscenza ed ammirazione.

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Esistono luoghi di rivoluzione in posti più impensati: luoghi dove la guerra miete vittime godendo dell’immunità per mancanza di leggi ,uccidendo persone di grandi capacità e qualità con un’arma potentissima che colpisce la psiche umana e avvelena l’anima.Questi luoghi sono i comuni luoghi di lavoro , novelli “lager” per molti lavoratori, costretti dai loro capi e colleghi a rinunciare alla loro professionalità nel silenzio e nella umiliazione continua, giorno dopo giorno, ora dopo ora, in attesa che la verità e la giustizia vengano ristabilite da un sistema che non sempre dà tutela a chi subisce, bensì immunità a chi lede i diritti umani. Ciò detto, questa folle attesa logorante è l’unica speranza per tenere viva una piccola parte di se stessi, in questo scontro tra titani ,pur sapendo che mai nessuno potrà dare il giusto risarcimento alle ferite e alle menomazioni per la violenza subita dai suoi simili. La guerra in tutti i suoi volti, più o meno sfigurati, ha un unico nome”INFAMIA”. in essa troviamo tutte le aberrazioni dell’uomo che in ogni tempo continua ad essere radicalmente impastato con il male. In questi luoghi normali, dove non vi sono armi visibili, dove il perbenismo sociale scimmiotta il principio fondamentale della sociologia, vi regna invece l’inumanità.Questa gente perbene che parla di pace, attacca bandiere alla finestra, o fazzoletti bianchi per contestare i conflitti, è capace di  lacerare , sbrindellare, cancellare attimi di vita  progettando e gareggiando nel gioco della guerra. Questa gente è OMICIDA, perché chi uccide una vita, uccide l’universo racchiuso in ogni uomo. In ogni ambito del mondo, dove si consumi la guerra vi è il dolore e il dolore si espande perché cerca chi lo possa guardare senza indifferenza.

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caro…X
Ripercorrevo, giusto ieri, l’intero ultimo rapporto di lavoro sul mobbing e, con amara e sorprendente obiettività, non ho potuto evitare di classificarlo il peggiore tra tutti per le esperienze relazionali e l’amalgama di labili intelligenze.
Da qualche tempo mi interesso al mobbing. Un termine che non vuole proprio trovare attenzione in questo paese. Un fenomeno così diffuso e così ben radicato nelle aziende pubbliche e private che è divenuto stile comportamentale e devianza deontologica.
Sono inserita in un gruppo di Persone che si prefiggono, inconsapevoli, di sostenere le vittime prima che il rapporto d lavoro si concluda. Una sinergia di esperienze e documentazione che intimidisce molti ruspanti professionisti.
Ho pensato di non telefonarti, la lettura di un pensiero lascia molto più spazio alla riflessione. Così ti ho scritto, per come nell’animo ho sentito di fare e per l’affetto sincero che mi lega a te.
Per questo aggiungo, senza esitazioni: non oscurarti, non assecondare il malessere devastante, non compiacere il ricatto, non lenire la pena ed il disagio con la presunzione di riscatto. La dignità non può essere confiscata dai miserabili, non si può abdicare ai valori nei quali fortemente si è creduto neppure quando sul palcoscenico della nostra esistenza la scena sembra non avere altra storia!
Non si può soccombere, non ci si può rassegnare, non si può rinunciare!

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”. (Albert Einstein)

Un abbraccio fraterno
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Questa terribile vicenda ci richiama tutti a meditare sulle responsabilità  da attribuire, a chi, come in questo caso, decide di mettersi in viaggio in cerca della salvezza, affrontando il pericolo della morte. Nessuno ha il diritto di costringere l’altro a subire l’orrore della violenza, della fame, della guerra, tuttavia,non possiamo neppure accettare che le vittime dell’oppressione vengano a morire sulle nostre coste. Hanno detto che la legge Bossi-Fini è sbagliata, va rivista, modificata o addirittura abrogata. A mio parere la legge è perfetta, perché tende a scoraggiare il flusso dell’immigrazione clandestina, la quale abbiamo visto bene che conduce alla morte. Uomini, donne,bambini, condotti in salvo su barconi fatiscenti in numero eccessivo alla capacità di contenimento della barca , forse anche per aumentare il guadagno a chi si presta a certe nefandezze. La responsabilità è certamente condivisa, tra chi decide di partire con chi decide di lucrare attraverso la disperazione umana. Non sono sbagliate le leggi, sono sbagliate le persone che credono di poter aggirare le regole. Modificare la legge non metterà al sicuro tutte quelle centinaia di persone che cercano una via di salvezza sconfinando dal loro territorio. Dobbiamo adoperarci per aiutarle a vivere nella loro terra, coinvolgendo le organizzazioni preposte e stanziando, assieme all’Europa dei fondi speciali per incrementare lo sviluppo dei beni sociali, diritti inalienabili per l’uomo civilizzato e non. Aprendo le frontiere non saranno risparmiati i martiri dell’immigrazione, anzi, il nostro Paese avrà il collasso perché diventerà un contenitore di disoccupazione, di fame, di criminalità , di fallimento Nazionale e quale sarà allora l’aiuto che potremo offrire a questi nostri fratelli che confidano in noi? Non aiutiamo a parole chi ha veramente bisogno del pane quotidiano, rifiutiamoci di pagare i loro funerali, ma aiutiamoli a ritrovare la strada della vita, che non passa attraverso un pericoloso viaggio in mare.

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Caro Presidente, questo momento che passerà alla storia come il più grande  reato contro la democrazia e la verità, architettato allo scopo di voler eliminare dallo scenario politico il fautore del liberalismo, concorrente pericoloso in un regime comunista, è per tutti noi motivo di vicinanza e di ulteriore fiducia, a Lei che ha dato l’anima per risollevare le sorti del Paese. La verità è davanti agli occhi di tutti, ma come sempre l’omertà ha la meglio in un paese di corrotti. Voglio esprimerle la mia contiguità nella preghiera,l’immutata stima e tutto il mio affetto, in questi giorni di dolore, di stizza, di riflessione e la esorto a non mollare, anzi il mio incoraggiamento viene proprio dalla forza di delusione, che  ha abbattuto tutti noi , suoi amici, come un pesante macigno. Ma ci siamo accorti di essere ancora vivi e di dover continuare ad assumerci le nostre responsabilità, per il bene di chi abbiamo a cuore ma anche per chi ha avuto fiducia in noi!!!  L’intero Paese ha bisogno di Lei, noi abbiamo bisogno di Lei,! E paradossalmente hanno bisogno di Lei anche quelli che l’hanno condannata. Dio Le conceda la forza di poter continuare a lottare per il bene sociale!Image

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