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Archive for marzo 2014

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Preghiera di Pio IX.

Con decreto 15 giugno 1862 accordò a chi la recita l’ Indulgenza di cento giorni

Signore Dio Onnipotente, che permettete il male per ricavarne il bene, ascoltate le nostre umili preghiere colle quali vi domandiamo di restarvi fedeli in mezzo a tanti assalti, e perseverare fino alla morte. Nel resto, dateci forza con la mediazione di Maria SS. di poter sempre uniformarci alla Vostra santissima volontà. Amen.

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Un amico mi ha consigliato di dare un occhiata ad libro che sulle prime non mi ha detto niente poiché non è il genere di lettura dal quale mi lascio coinvolgere, ma poi è riuscito a strapparmi una bella risata e un po di ilarità che voglio condividere con tutti quelli che verranno a visitare il mio “blog”.

Nel 2004 la “Harvard Business Review” pubblicò le venti idee per l’economia del futuro. Tra queste figurava la proposta di Robert Sutton, professore a Stanford, di adottare un metodo per liberare le aziende da bastardi, arroganti, tiranni, maleducati e prepotenti di qualsiasi età, sesso o livello. Secondo numerose ricerche, infatti, il loro comportamento aggressivo e umiliante demotiva i lavoratori, sgretola l’affiatamento del gruppo, causa l’aumento del turn over e dell’assenteismo, provocando danni enormi non solo alle vittime ma anche alle strutture in cui operano. Quella proposta è diventata un testo rigoroso e acuto, vivace e ricco di umorismo, che non si limita alla sola analisi della situazione ma fornisce suggerimenti pratici sia ai dipendenti che ai manager per identificarli e isolarli evitando il contagio, venire a patti con loro (solo quando necessario) e, se proprio inevitabile, cancellarli dalla propria esistenza.

Misfatti comuni e quotidiani commessi dagli stronzi 
1. Insulti personali 
2. Invasione del “territorio” del prossimo 
3. Contatto fisico non richiesto 
4. Minacce e intimidazioni, sia verbali che non 
5. “Battute sarcastiche” e “prese in giro” usate come 
scorciatoie per l’insulto 
6. E-mail violente e distruttive 
7. Attacchi allo status con l’intento di umiliare la vittima 
8. Mortificazione pubblica o riti di “degradazione sociale” 
9. Interruzioni sgarbate 
10. Attacchi ipocriti 
11. Occhiatacce 
12. Trattare qualcuno come se fosse invisibile

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Forse l’era della prepotenza comincia a essere sfidata da tanta gente perbene che vuole fare del lavoro un servizio di grande nobiltà oltre che di guadagno e sete di potere!!!

 

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ImmagineScalare una montagna non è impresa da poco, ma se ci pensiamo bene anche andare in paradiso non è un opera da meno perché comporta tanta fatica ma sopratutto una grande sfida con noi stessi. Nella selezione degli scalatori molti sono i candidati, ma solamente un numero esiguo di 12 o al massimo 14 di essi potranno essere scelti per la sfida alla vetta. La cernita  avviene sempre tra i migliori professionisti, coloro che hanno messo tutte le loro forze al servizio di questo sport estremo, pur sapendo della grande difficoltà nonché la pericolosità dell’impresa. La passione dunque, guida alcuni uomini a solcare le vette più alte del mondo, ma è una sfida troppo ambita quella che permette a pochi eroi di guardare faccia a faccia Dio. Molti cercano Dio, altri il successo, ma durante la scalata sono tutti in sintonia con l’Assoluto perché in quella dimensione sono in comunione gli uni con gli altri e quindi con Dio. I 12 alpinisti hanno avuto il coraggio di partire per una missione difficilissima , ma hanno potuto farlo in virtù di un intero popolo che li ha aiutati foraggiandoli materialmente e moralmente. Di quei 12, solamente 2 sono riusciti a raggiungere la cima di quella montagna impossibile, ma la vittoria spetta a tutti, perché è nella cordata che essi hanno tratto la forza necessaria per arrivare in alto. C’era sempre chi andava a preparare il campo successivo all’ascensione e piantava la tenda per la notte, mentre il viaggio continuava . Un po come la nostra vita spirituale, fatta di tante persone che pregano e che sono la chiesa orante pronta al sacrificio , ma che solamente i più forti potranno diventare eroi attivamente, perché  sorretti dalla cordata dei loro compagni di viaggio, un viaggio che ha come impegno la vittoria, perché l’uomo sa e può essere un vincente quando vuole; ma anche questa impresa di successo ,sarà il frutto della partecipazione collettiva. Questa è la vera vittoria, saper riconoscere di aver vinto perché l’ altro ha sorretto il mio cammino. Nessuno muore ne vive per se stesso! Tutti siamo nel tutto e siamo la stessa cosa.

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