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Archive for the ‘allegorie’ Category

 

Un professore universitario di sociologia del lavoro dell’università “la Sapienza,

ci offre lo spunto per difendersi da un capo cattivo.

” Se il capo è un cretino non c’è niente da fare, ma ci si può difendere con l’ironia “

non risolve nulla ma perlomeno diverte.

Il capo -spiega- non è eletto dal basso come in una democrazia,

ma è nominato dall’alto come in una dittatura e bisogna tenerselo.

Quando questi è stupido crea collaboratori immotivati a discapito della

stessa Azienda, costituendo enormi svantaggi in ambito di produttività

ed economia. E’ un colpo di fortuna trovare un capo intelligente,

che sà armonizzare con i vari ruoli e gli stessi collaboratori,

è affidabile e non ha bisogno di controllori , però un “capo” ben formato e

intelligente costa di più specialmente quando si inventa le motivazioni per

dare ad ognuno il giusto valore.

Lo stato è un’Azienda sprecona e perdente, spesso si avvale di

persone ottuse e arroganti i così detti <ciucci e presuntuosi>

per questo non ci resta che ironizzare sulla incapacità di certi “cialtroni”

dai quali, neppure Brunetta e riuscito a liberarci.

                          

 

 

 

 

 

 

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Parla Maria la madre di Gesù:

Vederlo così piccolo e bisognoso di tutto….addormentato….

era l’essere più indifeso…E nonostante tutto, era il Figlio

dell’Altissimo.

Vennero dei pastori della valle avvertiti dagli Angeli,

gente povera e umile; poi vennero anche quei notabili

dell’Oriente, attirati da un Astro singolare, che li guidò

fino a Betlemme: gente che non apparteneva al nostro popolo.

Era commovente vedere nei loro occhi la gioia straripante

di quell’incontro atteso da lungo tempo; era la gioia di

aver trovato un tesoro preziosissimo dopo una lunga ricerca.

Portarono doni e dissero parole bellissime sulla personalità

del Bambino.

Quanta fatica avevano affrontato in quel lungo viaggio

durato molti mesi! Essi furono come le primizie di tutti i popoli

che un giorno avrebbero creduto nel mio Figlio,

venuto per salvare il mondo: Gesù!

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L’ULTIMA PAROLA

cogli un sorrisoE’ dell’Amore, l’ultima parola…..

Questi vince sempre…….perchè……

lo si può cogliere persino in un sorriso!

Dominus Vobiscum

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L’INCONTRO CON L’OMBRA

L’odierna società produce individui Egocentrici e isolati,

compagni solitari della loro ombra

e non collettività armoniose.

La disgregazione dell’ordine sociale ha risvegliato il caos,

che era stato la causa del nulla primordiale.

IL motivo di tale metamorfosi è

l’antagonismo con Dio;

non più l’amicizia, ma la sfida!

Nel pensiero comune vi è l’inviolabilità

della libertà e l’indipendenza da Lui.

L’arbitrio di noi stessi è la somma di tutto

ciò che dovrebbe essere proposto dal mondo,

affinchè nulla possa impedirci di essere felici.

Tale pensiero però, non è altro che un atto disonesto della coscienza

che vuole escludere ciò che teme o che non accetta.

E’ la mancanza di integrazione con la nostra Essenza

che ci rende deboli e predisposti alla schiavitù,

incapaci di percorrere il sentiero della salvezza.

Abbiamo assoldato guide cieche,che non hanno

saputo distinguere le ombre dall’immagine reale

portandoci a credere di sconfinare dall’illusione alla realtà.

Siamo invece ombre solitarie che camminano verso

il proprio destino, incapaci di ricreare il vincolo

di unione che ci restituisce la nostra individualità

nel legame indissolubile con il nostro Creatore.

Senza Dio non siamo nulla,

se non l’immagine di un ombra senza vita.

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Tanti anni fà, scelsi di amare il giusto e il vero e di farmi servitore della giustizia,

perchè era questa la vocazione per la quale sentivo ardere il cuore.

Essa mi trasmetteva gioia, carica interiore e serenità, per questo,

senza pensarci troppo decisi di arruolarmi nell’esercito della “giustizia” come Legionario.

La sorte volle che venissi ammesso nell’arma senza alcuna fatica, poichè

scarseggiavano i difensori di quel valore tanto prezioso, quanto disatteso.

Mano a mano che il tempo passava però, mi accorsi che per noi “Legionari”

non esisteva un guadagno inteso come tale, al contrario, più erano schiaccianti

le battaglie contro il male, più venivamo dileggiati, umiliati, isolati.

Solo gli occhi dei poveri, che erano stati liberati dal sopruso, ci davano la

ricompensa, perchè erano ricolmi di riconoscenza e di speranza,

nonostante il mondo avallasse l’ingiustizia.

Un bel giorno decisi tra lo sbigottimento di molti miei compagni, di arruolarmi

per una missione definita impossibile da tutti i miei predecessori,

quella contro il “Sistema”.

Questo era ancorato nel male, e arrugginito nella sua inviolabilità perchè

legittimato dalla maggioranza dei suoi stessi membri,inoltre era omicida verso

tutti quelli che osavano ostacolarne l’operato, fatto solo di sregolatezze e misfatti.

Mi infiltrai tra di loro, sperando di non essere scoperto, non prima almeno

di aver smascherato il basista, ma, per giungere a lui,

dovevo farmi complice dei loro perfidi piani,o quantomeno assecondarli.

Quella sorta di complicità morale mi dilaniava il cuore e non c’era giorno

che non sentissi il desiderio di mollare tutto.

In quella terra i Caino che cospiravano contro gli Abele si erano moltiplicati

in poco tempo,poichè l’attaccamento al mondo dei piaceri, aveva indotto la popolazione

ad abbandonare gli scrupoli e la via della coscienza individuale,

armonizzando con il mondo vuoto di cartapesta.

La storia dell’uomo, ci narra che Caino uccise Abele perchè invidioso,

quindi, Caino era un criminale; ma, la contraddizione fù tale,

che da quel momento in poi,

in quel territorio non si potesse più pronunziare nè la parola “assassino”,

nè un altro nome che rendesse significativo il reato,

per non turbare la sensibilità del criminale.

Mi accorsi quindi, che tutto il Paese del “Sistema” era traviato e colluso e che

sarei stato da solo ad accusare il male per sostenere una verità inesistente,

e senza alcun valore per la loro mentalità.

Allora compresi che ero un abitante alieno e senza identità in quella terra

di Caino, nella quale si viveva solo di crimini e misfatti.

E lo stesso desiderio di servizio si dimostrò vano ed inefficace a stanare il male collettivo.

Decisi quindi di non combattere più contro il male facendogli guerra, esso

era inarrestabile ed inespugnabile, ma di contrapporgli una forza efficace che cooperasse ad

annunziare il bene, costituita da persone coraggiose : i Paladini della giustizia .

Essi, dovevano combattere per la verità non come guerrieri, bensì come umili dissodatori del terreno

dove ad ogni azione malvagia nè avrebbero contrapposta una di bontà.

Equiparando così le due forze cosmiche si poteva dare il via ad una nuova civiltà,

quella dell’amore: indistruttibile, incancellabile, invincibile, immortale.

IL Paladino della Giustizia ama il bene, disdegna la discriminazione,

non cammina per le vie della corruzione e si compiace della verità.

Chiunque volesse aderire a questa iniziativa di condivisione,

è sufficiente che lasci il suo nome.

Vi aspetto.

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