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Archive for the ‘eroi dei nostri tempi’ Category

Mafia

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La vera scelta non e’ tra non violenza e violenza

ma tra non violenza e non esistenza… 

Se non riusciremo a vivere come fratelli moriremo tutti come stolti. 

Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti.

(Martin Luther King)

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Anch’io come Socci, ho associato la piccola

Yara a Santa Maria Goretti.

Entrambe bambine ma adulte nella moralità,

piene di  gioia di vivere e con

tanti sogni puliti nel loro cuore di

adolescenti.

Appagate dall’amore della famiglia,

obbedienti e gentili, servizievoli

e garbate , serene e fiduciose del mondo,

le due fanciulle sono state desiderate dal maligno,

perché il candore dell’innocenza lo rende furioso.

Questa vergognosa azione malvagia ha

sporcato solamente l’anima degli assassini,

dei quali, uno si sa, che si pentì amaramente,

questo ci racconta la storia del martirio di Maria Goretti.

Il pentimento del carnefice fu talmente

forte che lo condusse a trascorrere tutta la propria vita

ad espiare quel male mortale, nella mortificazione di se stesso,

con i più  umili servizi in un piccolo convento.

Non era degno di nulla, si ripeté  fino alla morte,

avvenuta questa, paradossalmente in concetto di santità.

Maria lo aveva perdonato e aveva pregato per lui!

Oggi anche la piccola Yara dal Paradiso starà  certamente

pregando per il suo assassino e i Santi con lei,

perché  nell’abbraccio sereno del Padre vive  l’Amore, il sentimento che

emerge prepotentemente per cancellare tutto il male e ricostruire

le fondamenta del bene superiore, lo stesso bene che Dio continua

ad elargire ogni giorno a ciascuno di noi.

Piccola cara Yara, aiutaci a trovare la pace in noi stessi di fronte a questi

atti così inspiegabili quanto efferati, in giudicabili e  apparentemente

privi di umanità, ben celata invece sotto l’inspiegabile sentimento

del rimorso, un rimorso che giunge sempre e non lascia scampo,

che trova pace solo dopo aver ottenuto il perdono.

E’ difficile se non impossibile pensare di perdonare un assassino,

ancor più quando questi  uccide la gioia della nostra vita,

un figlio, l’ amore per eccellenza .

Eppure la salvezza dell’umanità passa proprio dalla morte di croce,

ed è questa che rigenera e redime il cuore degli uomini,

di tutti , anche dei più feroci assassini.

Cara dolce Yara,prega per noi e con noi, affinché

la Misericordia di Dio voglia concedere al tuo carnefice il tormento del

cuore e il  desiderio di espiare un tale delitto,che grida senza ritegno,

per il dolore e la voglia di giustizia,

quella stessa giustizia che se verrà implorata come atto di verità e

di misericordia potrà diventare riparatrice in virtù del

perdono verso se  stesso.

Ed è ripartendo da qui che il bene potrà riscattare la tua vita recisa

e il tuo sangue versato.







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Chi sono? Grandi persone, uomini e donne del nostro tempo,

che non hanno vissuto nella superficialità, ma si

sono addentrati nella sofferenza della Passione

di Cristo sulla loro carne.

Dimenticati dal mondo, ma resi immortali da Dio,

queste persone assaporarono ogni attimo della

loro esistenza straordinaria perchè  ricca di significato.

Ecco alcuni  dei loro nomi:

Luigi Novarese -il fondatore della congregazione,

Angela Negri – Giunio Tinarelli – Marisa Brizioli

Angiolino Bonetta – Anna Bartolacelli – Sesto Gentiletti –

Cristiano Pavan – Margherita Quaranta – Mario Capone –

Fausto Gei.

“il buco nero del dolore” diventa testimonianza di paradiso

nel santificare “il terribile quotidiano”

attraverso la professione di un “sì” d’amore che

li ha resi  forti  .

Da “volontari della sofferenza” a seminatori di speranza.

Cari fratelli e sorelle che tanto avete amato il Signore,

insegnateci la generosità d’amore e pregate anche per noi!

Amen!



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Lettera aperta.

Egregio Direttore, le scrivo per informarLa dell’ atteggiamento

vergognosamente inqualificabile del Dirigente.

Egli, pur ricoprendo una carica importante,quale Direttore dell’ufficio,

si comporta invece, sconsideratamente,

come il primo dei monelli di un quartiere malfamato.

Anzichè sedare i conflitti interni,per i quali tra l’altro è chiamato

a rispondere in prima persona,

alimenta i focolai di odio da tempo accesi e nello specifico,

dando battutine denigratorie, irrispettose e

umilianti, non consone alla carica di Direttore.

La tutela della salute psico-fisica, nell’ ambiente di lavoro,

( Lg.81/08)  ha avuto negli ultimi anni

la priorità su ogni altro interesse e dovrebbe essere sempre favorita

in un clima di collaborazione ,

oltre che di rispetto per ogni singolo;

ma in questa sede ci si abbassa a pettegolezzi di bassa plebe

diffamando e irridendo,in modo particolare, la sottoscritta.

Non per ultimo, sono stata mortificata con una delle sue irrispettose battutine,

dal tono ironico,niente meno che, con il tecnico  delle apparecchiature,

il quale in reception, davanti a tutto il personale,

gli stava relazionando l’effettuato ripristino delle funzioni prettamente tecniche,

(toltemi da tempo con l’ausilio delle circostanze,ma anche dalla Sig.ra… sua collaboratrice,

quando, per tutta risposta, il nostro Direttore, con un tono che non si può spiegare,

asseriva: -” Va bene! Va bene! Gli abbiamo concesso anche troppo a quella là….”

Seguiva grossa risata collettiva, con tanto di parole incomprensibili, ma immaginabili,

visto il deplorevole divertimento che ne scaturiva.

Quella là, sarei io, quando non mi viene data l’altra denominazione di pazza.

Quella là! O la Pazza, è il modo per identificarmi e per divertirsi.

Voglio che Lei sappia che sono giunta al capolinea della sopportazione in questo binario morto!

So per certo che non c’è più speranza per me! Lei poteva aiutarmi….ma,non lo ha fatto.

Mi sono stati dati dei farmaci,certamente un valido aiuto,

ma questi,non possono curare il dolore che mi dilania il cuore….

Vivo ancora le mie giornate come fossi in un sepolcro;

nessuno mi saluta ne mi guarda.

Sempre più spesso non mi aprono il cancello elettrico quando esco per tornare a casa,

io so che fanno finta di non vedermi e

devo attaccarmi al clacson per destare la loro attenzione.

Come Lei sa sono l’unica che non possiede le chiavi per accedere all’ufficio.

Non è cambiato nulla da allora….se non la sede del teatro;

registi e attori sono sempre gli stessi,come pure il copione.

Cosa posso fare se non rivolgermi alla giustizia?

Non me ne voglia la prego!

Non mi sono state concesse alternative e

Dio solo sa quanto mi piange il cuore.

Saluto con immutata stima e infinita sofferenza.

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preti nella nebbiaSe parla con i ricchi……è un capitalista,

se sta con i poveri……è un comunista.

Se va all’osteria……è un beone,

se sta in casa ……. è un asceta sdegnoso.

Se cita il concilio…..è un prete moderno,

se parla di catechismo…..è un prete arretrato.

Se visita le famiglie…..si interessa degli affari degli altri,

se sta sempre in canonica…..è un musone.

Se tira le confessioni per le lunghe….fa pensare male,

se in confessionale è svelto…..non ascolta i penitenti.

Se va in clergyman….è un uomo di mondo,

se porta la veste …..è un conservatore.

Se ha la macchina….è un pò troppo moderno,

se non c’è l’ha…..è fuori dal tempo.

Se inizia la Messa puntuale….ha l’orologio in avanti,

se inizia in ritardo…fa perdere tempo a tutti.

Se predica a lungo….è prolisso,

se è breve……non sa cosa dire.

Se durante la predica alza la voce…..c’è l’ha sempre con tutti,

se parla normale…..non si capisce niente.

Se chiede delle offerte….è avido di denaro,

se non organizza le feste….la parrocchia è morta.

Se ha un volto gioviale…..è un ingenuo,

se è pensoso….è insoddisfatto.

Se è bello…..perchè non si è sposato?

se è brutto……“nessuna l’ha voluto!”

Se è grasso…..non si lascia mancare niente,

se è magro….è un avaro.

Se è giovane …..è senza esperienza,

se è vecchio…..“perchè non và in pensione? “

Quanto è radicata la tendenza a giudicare….il prete !



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andrea-santoroMolti anni fà ebbi il piacere di conoscere personalmente Don Andrea,

e di collaborare con lui ed una mia consorella in un centro di ascolto a Roma,

nella Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio, dove era Parroco.

Era un sacerdote pieno di entusiasmo, aperto a tutti e sempre disponibile,

animato incessantemente dal desiderio di poter comunicare a tutti gli uomini

l’amore di Dio Padre.

In questi giorni, leggendo il libro “lettere dalla Turchia” mi colpiva una sua

frase nella lettera dell’ 11-settembre 2002:

-Continuano gli intrighi umani. Le nazioni agiscono come se Dio non ci fosse.

In tutto il Medio Oriente i cristiani sono sottoposti a pressioni.

Bisogna essere disponibili al martirio, quello del corpo e quello dell’anima.

C’è una debolezza forte e c’è una forza debole: la croce è una debolezza forte.

Gesù infatti è risorto. Noi cosa scegliamo?

E” una domanda che rigiro anche a voi; io me la pongo in prima persona.-

Venne ucciso a Trabzon nella chiesa di Santa Maria, il 5 febbraio 2006.

Aveva profetizzato la sua morte!


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LA MANSIONE SECONDA

Quando l’umiltà esiste per davvero, state pur certe :

anche ammesso che Dio non elargisca favori,

concederà sempre alle anime una pace e una rassegnazione

tale da portarle a sentirsi più felici di tante altre

con tutte le loro soddisfazioni.

Queste grazie, la Divina Maestà le distribuisce sovente proprio ai più deboli,

i quali non le cambierebbero affatto con le energie di coloro

che vivono in mezzo alle aridità.

Tutto, perchè siamo più propensi ad amare le consolazioni che le croci.

– Mettici alla prova tu , Signore, che conosci le verità del cuore,

per portarci a conoscere noi stessi.-

Da -il Castello interiore di Santa Teresa  d’Avila.-

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