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Archive for the ‘politica’ Category

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Due imprenditori la cui genialità e l’acume per il progresso mette in risalto una certa analogia di capacità e intento. Entrambi attenti al benessere dei loro dipendenti  e alla ricostruzione politica ed economica del Paese al solo scopo di creare prosperità sociale, nel rispetto delle norme civiche e morali. Uomini capaci di mettersi contro un intero sistema pur di far primeggiare le loro idee rivoluzionarie in campo industriale. Promotori di cultura e di ideologia innovativa in tema di governo nel promuovere quale obiettivo primario la persona anziché il profitto economico. Entrambi spiati e criticati per quella loro performance che ha contraddistinto ogni loro impresa e rapporto umano. Fatti passare per sognatori e visionari,al fine di contrastare i consensi popolari, sono stati oggetto di derisione ed estromissione dalla loro stessa organizzazione. Traditi da chi era loro più vicino, per invidia e interesse personale ma senza riuscire ad offuscare l’immagine di quella loro caratteristica vena imprenditoriale. Uomini eccezionali che la storia ricorderà come eroi nell’industria del futuro per i quali avremo sempre profonda riconoscenza ed ammirazione.

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MEDITATE GENTE…MEDITATE

Morti sul lavoro: L’Ue mette l’Italia sotto accusa dopo la denuncia di un cittadino

Marco Bazzoni, metalmeccanico, ha scritto dieci pagine per raccontare le inadempienze italiane

Marco Bazzoni, 36 anni, metalmeccanico fiorentino
Marco Bazzoni, 36 anni, metalmeccanico fiorentino

MILANO– La denuncia l’ha fatta un cittadino qualunque. E la Commissione europea l’ha accolta, mettendo sotto accusa l’Italia per non aver rispettato le disposizioni in materia di sicurezza. Il cittadino “qualunque” è un metalmeccanico, Marco Bazzoni, 36 anni di Firenze, che da anni si batte contro le “morti bianche”. Una lotta che, a partire dalla definizione («Coscienze sporche, non c’è nulla di bianco in queste tragedie»), conduce con una martellante campagna di mail, lettere telefonate alle redazioni dei giornali in cui segnala e comunica i casi di infortuni sul lavoro. Quelli che finiscono in prima pagina e quelli che restano dimenticati. Bazzoni, operaio in una fabbrica fiorentina che produce frantoi e presse per il settore enologico, è Responsabile dei lavoratori per la sicurezza (Rls) dal 2003. Si è così formato una precisa competenza in materia di salute, leggi, doveri e responsabilità dei datori di lavoro rispetto a protezioni e prevenzione nei luoghi di lavoro. È quella sua competenza che lo tiene all’erta e informato. E testardamente impegnato a informare (tiene una rubrica su Artcolo 21) perché l’attenzione non si fermi ai titoli a effetto.

LE INADEMPIENZE – La denuncia, dieci pagine di documenti, era partita nel 2009 e lo scorso 30 settembre la Commissione ha inviato la lettera di costituzione in mora alla Repubblica Italiana che in pratica obbliga il nostro Paese a mettersi in regola. Bazzoni dimostrava incongruenze e inadempienze della legge 106/9 (il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) rispetto alle normative europee (la Direttiva 89/391). La Repubblica italiana dovrà anche tenere puntualmente informato il promotore della denuncia, cioè l’operaio fiorentino. Le voci d’accusa sono diverse, e sono scritte nella lettera con cui la Commissione ha comunicato a Marco Bazzoni di aver accolto la sua denuncia. Non rispettano le norme europee le regole italiane per la valutazione dei rischi per le aziende che occupano meno di 10 dipendenti, così come le norme che si riferiscono alla responsabilità dei datori di lavoro che operano in delega. Irregolari sono le proroghe a cooperative e organizzazioni di volontariato e della protezione civile. Fuori regola le disposizioni per la prevenzione degli incendi dei piccoli alberghi e inadempiente la lentezza con cui si sta arrivando alle valutazioni dei rischi dovuti a stress.

L’UTOPIA DEL SINGOLO – Tutti punti su cui sindacati e associazioni di lavoratori dovranno far leva per pretendere che l’Italia faccia presto a mettersi in regola. Fin qui, fino all’obbligo perché si accelerino le leggi sulla sicurezza, Bazzoni c’è arrivato da solo. «Far aprire una procedura d’infrazione contro uno stato è difficilissimo, in genere sono associazioni che fanno questo genere di denunce, per un singolo cittadino è un’utopia», dice l’operaio fiorentino. «Nonostante abbia chiesto aiuto a partiti e sindacati, non c’è stato nessuno che mi abbia aiutato a redigerla. Potevano supportarla. Ma non hanno fatto neppure quello».

Redazione online
16 ottobre 2011(ultima modifica: 17 ottobre 2011 12:21)© RIPRODUZIONE RISERVATA

20 ottobre 2011

Mobbing: audizione in Ufficio di Presidenza 11a Commissione

Giovedì 20 ottobre l’Ufficio di Presidenza della Commissione Lavoro ha svolto l’audizione dei rappresentanti dell’Inail sul ddl n. 62 e connessi in materia di mobbing.

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SETTIMO COMANDAMENTO: NON RUBARE

Se si chiedesse a un cittadino un po’ attento alle res ecclesiae, sulla base di ciò che ha appreso dai media, quali sono state le novità introdotte dal recente Catechismo (universale) della Chiesa Cattolica (CCC)(1) in merito al comandamento di “non rubare”, egli probabilmente risponderebbe che la chiesa (finalmente!) considera un “furto” anche l’evasione fiscale, la concussione, la corruzione, la speculazione, la frode, l’aggiotaggio e così via. Egli cioè direbbe che per la chiesa il verbo “rubare” va inteso nel senso più vasto possibile, perché così appare in quello stile di vita che ritiene il “furto” un male inevitabile, una caratteristica imprescindibile dei nostri tempi. Per far capire bene ai cittadini quanto tutto ciò sia “moralmente illecito”, benché spesso legalmente tollerato, secondo la chiesa non è più sufficiente dire “siate onesti”, “praticate l’amore” ecc. (cose in cui si crede sempre meno), ma bisogna declinare nel dettaglio le situazioni di “peccato”, cercando di convincere i cittadini che al giudizio di Dio nulla sfugge.

Dopodiché questo comune cittadino aggiungerebbe, un po’ sconsolato: ho capito che la logica del sistema -quella del profitto, dell’interesse, della rapina- ci coinvolge fin nel midollo delle nostra ossa; ora che la Chiesa ha condannato, nei particolari,il criterio dominante del nostro Paese, della nostra Europa, del mondo occidentale e forse dell’intero pianeta, che cosa cambia? Quali soluzioni essa ha da proporre?”.
Se qualche povero ladro di polli volesse uscire dalla vita balorda a chi potrebbe chiedere aiuto se non alle istituzioni? E se queste offrissero loro una qualunque occupazione che permettesse di mantenere le loro famiglie, ci sarebbero molti più  uomini onesti.  Ma lo Stato cosa ha risposto? “Come! da una vita rubate e adesso pretendete d’essere considerati degli onesti cittadini! Pretendete un lavoro quando vi sono migliaia di persone (anzi milioni) che, pur non rubando come voi, non riescono a trovare niente!”. Già, non lo sapevano i poveri diavoli che in Italia il lavoro non è un diritto ma un privilegio? Come potevano sperare di barattare il loro lavoro “nero”, illecito con un lusso per pochi? Non sapevano che lo Stato, con la sua faccia di bronzo, da un lato dice d’essere fondato sul lavoro e dall’altro si meraviglia che un disoccupato faccia di tutto per sopravvivere e lo spinge al reato?
Ma il comune cittadino queste cose le sa da un pezzo: le vede tutti i giorni con i suoi occhi ( non alla televisione). E non può essere aiutato dai media del mondo laico, perché ad essi non interessa minimamente l’ideologia della Chiesae del suo atteggiamento critico nei confronti di chi assumere solamente un atteggiamento apologetico.
Così abbiamo dato voce e spazio all’arroganza alla discriminazione, alla politica interessata e come tanti contribuenti onesti che pagano le tasse, finanziato in maniera diretta e indiretta la “MAFIA PUBBLICA ITALIANA”. Abbiamo finanziato i nuovi Padroni e Padrini in Italia, i ladri e i mafiosi in “funzione pubblica”.
Abbiamo dato potere alla”Pubblica Amministrazione Italiana finalizzata a delinquere e a rubare legittimata da se stessa e dai suoi sostenitori.Molti di questi “AMMINISTRATORI” hanno una mentalità mafiosa, alla quale si aggiungono i poteri dello Stato. Sono quindi ancora più forti sia nell’isolarci, sia nel controllarci che nel vessarci.Ed ecco che, i poveri mariuoli di polli, vengono giudicati e condannati in quei processi ordinari, con il verdetto che rubare è REATO, mentre l’organizzazione dei ladri, gente di forte calibro, ottiene la leicità per il furto, garantendolo e legittimandolo, come un dovuto extra-guadagno.Peccato che a pagare in questo mondo siano sempre i poveri del Signore, gli ultimi,  i disprezzati,coloro che  non godono di alcun diritto se non quello di gridare ma, pur gridando non vengono ascoltati perché indegni di ogni considerazione.La giustizia umana non conosce equità,si è lasciata sedurre dal potere tanto che, dopo essersi prostituita è deceduta;ma per fortuna vive ancora ed è eterna la giustizia DIVINA.

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Egregio Sig. Sindaco,

ho ancora davanti agli occhi la scena disgustosa di uno sgombero fatta,

da alcuni funzionari addetti dall’ATER, ieri in via di Tor de Schiavi.

Le grida strazianti di una povera donna alla quale venivano tolte,

oltre alla casa, il rispetto e la dignità, sono giunte agli

orecchi di tutti, meno che alle Sue…forse.. e lo spero.

Hanno accusato Lei e la sua giunta di tale misfatto, facendosi grandi

con il Suo nome e per Suo conto.

Colta da malore la poverina,si accasciava al suolo stremata dal dolore,

mentre l’ufficiale giudiziario con fare disinvolto compiaciuto del proprio

ruolo,scavalcava il corpo privo di sensi della donna per poter portare

a conclusione e senza indugi il lavoro assegnatogli: “da chi?” –Le chiedo!

E’ lecito spogliare di un diritto sacrosanto, quale la casa,

una povera donna e suo marito, entrambi avanti negli anni, e buttarli

senza misericordia alcuna in mezzo alla strada, per assegnare la stessa

ad altri? La povertà non è un male contagioso, per il quale si deve uccidere

un povero per salvarne un altro. Che senso ha?

La gente affollatasi intorno, ha avuto un altro bell’esempio sul cosa

sia capace di realizzare questo governo per difendere i diritti

sanciti dalla Costituzione, quale il diritto alla casa. Ha visto solo che

si sparava sulla croce rossa, perché incapace di difendere i più deboli.

E’ stata vergognosa la scena che ha turbato non poco la sensibilità

della  maggior parte dei presenti, come pure la disperazione di quella

donna che implorava giustizia e clemenza per un reato, che di reato

non ha nulla. Occupare una casa quando si è poveri è un atto di

disperazione e non di sfrontatezza o di prepotenza; la prepotenza

è stata fatta a quei due poveri disgraziati, che sono stati cacciati via

per far entrare altri poveri disgraziati…. Forse paganti (?)…mi domando.

Caro Sindaco, di fronte a questi atti di violenza e abuso precostituiti

per ledere il povero, il quale, essendo tale, non ha neppure la possibilità

di difendersi legalmente, io resto annichilita e stordita e vedo

un governo che si fa forte con i deboli mentre è debole con i forti.

Questo la dice lunga in quanto a  giustizia e verità!

Per questo poi si diventa banderuola e ci si sposta con il vento, perché

lo stesso ideale che ci ha fatto battere il cuore non esiste più,in quanto,

gli stessi ideatori lo hanno venduto per un pezzettino di potere,

molto piccolo a dire il vero, perché il vero potere è solamente di Dio!

Vedere la giustizia umana senza un briciolo di  misericordia

mi ha fatto tremare e ho pensato seriamente che forse

i veri poveri non siamo noi, ma coloro che decidono di servirsi

della legalità per togliere ai più deboli, casa,lavoro, pane, libertà!

Che Dio ci liberi dal male che ogni giorno viene consumato

a motivo della prepotenza dell’altro!

Che Dio guidi la Sua coscienza e le Sue azioni, per non doversi trovare

“quel giorno” a dover essere giudicato per ciò che era in suo potere

di fare e di cambiare.

Con Ossequi.

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Una “comunione ad personam”, come già titolano in molti?

Così andando, l’avvocato Giuseppe Fabio Fabiani di San Benedetto del Tronto, in un telegramma inviato a papa Benedetto XVI, chiede formalmente «di conoscere privatamente o pubblicamente in base a quale privilegio Berlusconi è esonerato da detto divieto». E, di sicuro, il caso avrà una vasta eco internazionale, come nel 2008 (BBC, Time, OE24, La Naciòn, Le Figaro), proprio a seguito di una richiesta fatta da Silvio Berlusconi al vescovo di Tempio Pausania, in direzione di un cambiamento delle norme ecclesiastiche.

Ha risposto molto bene il Vescovo, Mons. Fisichella,

spiegando che non vi è stato nessun favoritismo

nel concedere la Santa Comunione a Silvio Berlusconi,

bensì un atto dovuto, ad un credente che vive

in uno stato di continenza sessuale.

In realtà era il matrimonio con Veronica Lario l’impedimento

a ricevere i Sacramenti,  poichè per la Chiesa l’unica moglie  è la prima.

Adesso, dal momento che vive da solo può riconciliarsi con il Signore

attraverso il Sacramento della Confessione per partecipare

con pieno diritto alla Santa Eucarestia ricevendo il Corpo di Cristo.

Ma quelli che hanno volutamente puntato il dito contro la Chiesa e

contro il Papa, nonchè biasimato il comportamento di Berlusconi,

oltraggiandolo e screditandolo,

sono essi stessi da biasimare e compiangere più di tutti,

perchè sono incapaci di comprendere

fino a che punto si spinga la misericordia di Dio.

Preghiamo per queste persone , affinchè imparino a riconoscere  la trave

del loro occhio anzichè  andare a cercare la pagliuzza in quello del fratello.


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LA CHIESA DE NOANTRI

moralisti dalla vita bassa che mettono la chiesa sotto assedio

La vita bassa di ragazzini e ragazzine e la guardia alta contro la pedofilia, il preservativo a scuola e il rigore nei seminari: il secolo propone alla chiesa i suoi ridicoli, grotteschi paradossi, e noi dovremmo bere quest’abbondanza di menzogna, spettatori inebetiti dell’assedio. La più straordinaria turlupinatura si presenta come un discorso prepotente, allusivo, temerario e inquisitivo intorno al sesso.

Il Foglio di Giuliano Ferrara.

Giuliano Ferrara ha ragione da vendere.

I Cristiani, accettano passivamente che la chiesa venga ignominiosamente

attaccata a causa dei suoi principi, che sono indiscutibili e immodificabili.

La non licealità della libertà sessuale  non può essere  imputabile

all’inibizione Ecclesiale  pretesa dal solo principio autoritario  del

Cattolicesimo, essa riguarda l’aspetto civile e morale di un popolo

che come riferimento ha il dettame tramandato dalla Parola di

Dio, il Quale E’ , oggi come ieri ,Immutabile nella Sua Santità e

Divinità, per il suo stesso fine.

Ogni creatura deve essere immagine del Creatore, il quale  conduce

l’uomo per le vie della purezza per potersi incontrare con lui.

La Chiesa non può e non deve modificare ciò che il  Divino ha considerato

l’essenza stessa della vita eterna, quindi, smettiamola di pretendere che

il depositario si appropri del diritto altrui, perchè, per chi non lo avesse

ancora capito, gli sciocchi  esigerebbero questo: bandire arbitrariamente

le leggi Divine, per applicare quelle umane.

L’uomo si fà giudice del suo Creatore e contesta la Sua verità!

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Da Tracce.it un articolo di Alessandro Stoppa:

Sono arrivati in piena notte correndo e sparando, al grido di «Allah Akbar», per svegliare la gente e farla uscire dalle case. Poi hanno massacrato donne, ragazzi, bambini a colpi di machete, mentre cercavano di fuggire. Ne hanno uccisi cinquecento. All’alba le strade erano coperte di cadaveri. Un villaggio vicino a Jos, dopo l'attacco. Le case bruciate. L’attacco musulmano ai villaggi cristiani alle porte della città nigeriana di Jos, nello Stato del Plateau, si è consumato nella notte tra domenica e lunedì. Bande di Hausa e Fulani, etnie del Nord del Paese a maggioranza islamica, sono scese dalle montagne e hanno fatto una carneficina. Soprattutto a Dogo Na Hawa, villaggio abitato dalla tribù cristiana dei Berom.
«Questa tragedia ci ha colti tutti di sorpresa. Dopo gli scontri di gennaio, la situazione sembrava si fosse stabilizzata». Suor Caterina Dolci, missionaria bergamasca in Nigeria da ventisei anni, vive vicino a Jalingo, a otto ore dai luoghi dell’attacco. Ma Jos è la sua seconda casa: là vivono tanti amici e le sue consorelle del Bambin Gesù. «Ora la gente è impaurita e vive nell’allerta. Per la prima volta l’attacco è stato sferrato di notte e sono arrivati addirittura dal Bauchi, un altro Stato, nel nord-est della Nigeria. Gli aggressori sono musulmani del Nord che vogliono conquistare la zona di Jos, prevalentemente cristiana. È un tentativo continuo, a volte subdolo, che perseguono comprando e sottraendo anche i terreni».
L’attacco a Jos irrompe in un momento di instabilità politica. Il presidente federale in carica, Umaru Musa Yar’Adua, è gravemente malato e, dal 9 febbraio, è stato sostituito nelle sue funzioni dal vice presidente, il cristiano Jonathan Goodluck. «I giornali esteri, anche italiani, riconducono l’attacco a questa situazione delicata, ma invece non c’entra», spiega Maria Rita Sala, che lavora per Avsi a Lagos.
A poche ore dal massacro, l’arcivescovo di Abuja, monsignor Jhon Olorunfemi Onaiyekan, parla di un conflitto etnico, «tra pastori e agricoltori: cioè tra Fulani , che sono tutti musulmani, e Berom, tutti cristiani. Le vittime sono povera gente che non ha niente a che fare con tutto questo e non ha alcuna colpa». Le ragioni degli scontri di gennaio, come di quest’ultimo massacro, «sono determinate dalla sete di potere dei gruppi musulmani del Nord, in particolare dei Fulani», ribadisce Maria Rita: «Ogni occasione è buona per cercare di affermarsi, a danno dei cristiani».
Infine, i vescovi locali si sono detti «rattristati», perché il governo, che avrebbe il compito di garantire la sicurezza di tutti i cittadini, «sembra non avere la capacità di farlo: è debole». Eppure, dopo i fatti violenti di gennaio, Goodluck, insieme ai capi musulmani moderati e con l’aiuto dell’arcivescovo di Jos, monsignor Ignatius Ayau Kaigamaha, ha creato una commissione proprio per cercare di favorire un percorso di riconciliazione. «Ora con questa strage», conclude suor Caterina, «la gente è ripiombata nella paura e nella rabbia. I villaggi cercano di difendersi e aiutarsi a vicenda, come possono».

E’ il pregiudizio anticristiano – soprattutto anticattolico – che ha impedito finora di accorgersi di una clamorosa e dolorosa verità: che, cioè, i cristiani (e specialmente i cattolici), negli ultimi 50 anni, sono stati e sono il gruppo umano più discriminato del pianeta, perché sono perseguitati sotto tutti i regimi e a tutte le latitudini, mentre loro non perseguitano alcuna religione o ideologia, ma, anzi, con un esercito pacifico di missionari e opere di carità, aiutano tutti i sofferenti e i diseredati, dovunque, di qualsiasi credo o idea o etnia, senza nulla chiedere in cambio.

Solo per amore. Chi altro predica e testimonia l’amore e l’amore anche per i nemici?

( A. Socci)


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