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Archive for the ‘religione e spiritualità’ Category

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Preghiera di Pio IX.

Con decreto 15 giugno 1862 accordò a chi la recita l’ Indulgenza di cento giorni

Signore Dio Onnipotente, che permettete il male per ricavarne il bene, ascoltate le nostre umili preghiere colle quali vi domandiamo di restarvi fedeli in mezzo a tanti assalti, e perseverare fino alla morte. Nel resto, dateci forza con la mediazione di Maria SS. di poter sempre uniformarci alla Vostra santissima volontà. Amen.

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Il Natale, festa dell’ascolto,festa della gioia,festa dell’amore.Dio ha scelto l’umanità per materializzarsi nell’amore,facendosi Egli stesso umano e partecipando della nostra stessa vita, ha voluto farsi dono a tutti. Gesù che viene per salvarci accetta di entrare nel mondo povero di ogni umana necessità e povero di ogni potere Divino, al solo scopo di realizzare la più grande opera mai compiuta: donare a tutti noi la salvezza mediante la sua incarnazione. Facciamo silenzio interiore per contemplare questo grande mistero e lasciamo che questo bambino ci faccia ammirare l’Eterno che prende vita attraverso l’amore nascosto.

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LA BIBBIA

Dal libro dell’Esodo

(cap.23, vers.1-9)

23:1 Non spargerai false dicerie;

non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un’ingiustizia.

23:2 Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo

per deviare verso la maggioranza, per falsare la giustizia.

23:3 Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo.

23:4 Quando incontrerai il bue del tuo nemico o il suo asino dispersi,

glieli dovrai ricondurre.

23:5 Quando vedrai l’asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico,

non abbandonarlo a se stesso: mettiti con lui ad aiutarlo.

23:6 Non farai deviare il giudizio del povero,

che si rivolge a te nel suo processo.

23:7 Ti terrai lontano da parola menzognera.

Non far morire l’innocente e il giusto, perché io non assolvo il colpevole.

23:8 Non accetterai doni, perché il dono acceca chi ha gli

occhi aperti e perverte anche le parole dei giusti.

23:9 Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la vita del forestiero,

perché siete stati forestieri nel paese d’Egitto.

Dal libro dell’Esodo

(cap.23, vers.2o-22)

20 Ecco, io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via,

e per introdurti nel luogo che ho preparato.

21 Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce;

non ti ribellare a lui, perch’egli non perdonerà le vostre trasgressioni;

poiché il mio nome è in lui.

22 Ma se ubbidisci fedelmente alla sua voce e fai tutto quello che ti dirò,

io sarò il nemico de’ tuoi nemici, l’avversario de’ tuoi avversari.

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Non somministrare prontamente la giustizia rafforza la violenza.

Bisognerebbe proclamare la coscienza dell’uomo “patrimonio dell’umanità”

così come si fa per i vari siti archeologici sparsi in tutto il mondo.

La coscienza è come un sito archeologico,

dobbiamo scavare molto per scoprire i tesori che nasconde.

Essa infatti è stata sommersa dalle eruzioni vulcaniche delle passioni

e delle ideologie alle quali l’uomo si è dovuto necessariamente

adeguare, facendo finta di non riconoscere il male.


Ognuno ha il sacrosanto dovere di prendere una posizione

di “resistenza di fronte al male” che vede.

Il bene non è un doppio peso, ma è un assoluto.

Quindi se io giustifico il male,

che è ciò che è inaccettabile per la mia coscienza,

io permetto al male di prendere varie forme.

Il male lo si combatte iniziando ad estirparlo da sé stessi

ed in coloro che ci circondano.

Il male più grande nasce da tanti piccoli mali che abbiamo

tralasciato di vedere, per “amor di pace”.

E quando Cristo verrà a visitarci per prendere possesso del

nostro cuore, non butterà tutto all’aria, non si arrabbierà

forse perché non abbiamo difeso il debole, l’orfano e la

vedova così come ci raccomanda la Bibbia?

E’ inaudito che di fronte ai fatti gravi che  sono accaduti,

e accadono, non vi siano state delle persone che non abbiano

manifestato sconcerto, né abbiano preso una seria posizione.

Nulla di nulla.

Solo tanti irritanti richiami ad aver pazienza

mentre viene nutrita l’ingiustizia,

che serve a dover giustificare le proprie mancanze.

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IL DISCEPOLO

Discepolo significa:

” prendere a modello qualcuno ispirandosi alla sua vita.”

Questo vale certamente anche per i dicepoli di Gesù,

i quali sono chiamati ad essere annunciatori della parola,

contenuta nel messaggio Evangelico che il Signore è venuto a portare

per la salvezza di tutti gli uomini, nonchè , imitatori della Sua stessa vita.

Per questo motivo, questi uomini e queste donne non passano mai inosservati.

Intorno a loro aleggia la luce della verità, che dissipa e mette in fuga ogni altra luce.

Sono persone miti ma suscitano odio,  perchè piene d’amore  proclamano

coraggiosamente il nobile sentimento della carità fraterna;

vengono guardate con diffidenza perchè disprezzano i beni materiali 

e si allontanano da tutto  ciò che è male.

Vivono guardando il cielo e  percorrono i gradini che 

conducono alle vette della sapienza,

per poter gustare più da vicino il loro Signore .

Il loro linguaggio è fatto di due parole essenziali:

“si  si” e ” no no “,  tutto il resto è un di più.

Si cibano del pane degli Angeli e la preghiera  scandisce

le ore avvolgendo lo spazio del tempo permeato con la dimensione dell’eternità.

Non passano mai di moda, perchè ogni epoca viene insaporita

da loro, che soli bastano ad essere l’orgoglio di Dio,

un Dio che si compiace per l’amore che viene germinato sulla terra.

Questo amore folle però attira a se l’odio,  il quale,cerca di distruggere la

vita innestata per  infusione nel cuore delle creature.

Come?  Suscitando il  sentimento opposto all’amore e rispondendo

al richiamo del bene  facendo il male, che prende forma nella violenza.

Essere discepoli  di Gesù significa vivere  in Dio e

il demonio non sopporta che una creatura sia plasmata della potenza Divina.

E’ questa potenza d’amore che vince la morte , mentre le  tenebre la tengono celata,

per nascondere il suo vero orrore.

Cristo è la Via, la Verità, la Vita, solo in Lui c’è la Salvezza.



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Quante volte facciamo finta di non vedere e di non sentire

per non doverci trovare poi a prendere iniziative o schieramenti di parte.

Ebbene la coscienza di ciascuno sa se è nel giusto o nell’errore;

perché non dire, spesso equivale ad uccidere e quindi a peccare gravemente.

Le omissioni sono deprecabili, sopratutto quando il nostro silenzio può

nuocere l’altro fino a fargli sfiorare un pericolo per la sua stessa vita.

La stessa chiesa ci mette in guardia dalle omissioni

considerandole un vero e proprio male da evitare per il bene comune.

Siamo tutti chiamati a vivere nella verità,smascherando il male che si cela

sotto mentite vesti.  Non esiste il male fatto a fin di bene,

come non esiste il non volerlo riconoscere o abbellirlo come una falsa carità.

Il male , per poterlo sconfiggere, va individuato, sradicato e denunciato 

mentre il silenzio di omertà lo tutela .

Di cosa siamo capaci pur di non perdere i nostri piccoli interessi legati

 all’economia o alla tranquillità che non vogliamo turbare?

Ancora oggi sono molti coloro che tacciono , un po per paura, un po per

indifferenza, un po per non cercare di complicarsi la vita, resta il fatto che

 nel silenzio il male si rafforza e trova occasione per far credere che sia lui

il più forte.

Più forte di tutto invece è l’amore per l’onestà, anche quella intellettuale

che si vanta di poter costruire una civiltà basata sui solidi principi

del rispetto e l’uguaglianza in ogni ambito del diritto,per la dignità di ogni uomo.


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